L’informazione libera e veritiera dà sempre fastidio e questa non è una sorpresa. Ma la reazione dell’ex sindaco di Casapesenna (nonché ex presidente facente funzioni della Provincia di Caserta) Marcello De Rosa all’articolo di “Cronache” a firma di Giuseppe Tallino sull’inchiesta della Dda sui nuovi riferimenti del gruppo di Zagaria nell’agro aversano è, per usare un eufemismo, decisamente sopra le righe, come stigmatizzato dall’Ordine dei giornalisti.
In un video diffuso on line, De Rosa ipotizza un inesistente “sistema” e accusa gli operatori dell’informazione di essere “pagati per scrivere contro di me”, utilizzando più volte la frase “banditi dell’informazione”. Parole gravissime, tanto più perché rivolte contro un giornalista come Giuseppe Tallino, da anni in prima linea nel raccontare le inchieste e i processi di camorra e diffamato dal boss Augusto La Torre, come stabilito dalle sentenze del tribunale di Ivrea e della Corte d’appello di Torino.
Va ricordato che anche in altre occasioni De Rosa ha pubblicato filmati dello stesso tenore.
La reazione dell’Ordine dei giornalisti della Campania non si è fatta attendere: in una nota diffusa ieri, l’organismo di categoria presieduto da Ottavio Lucarelli si dichiara “al fianco di Giuseppe Tallino per l’attacco inaccettabile da parte dell’ex sindaco di Casapesenna che in un video ha usato linguaggio e termini conditi da insulti verso un giornalista che ha un solo padrone, l’informazione deontologicamente corretta”.
Secondo quanto emerso nell’inchiesta (peraltro De Rosa, come correttamente riportato da “Cronache”, non è indagato), alle Comunali del 2024 a Casapesenna, alcuni esponenti del gruppo Zagaria avrebbero sostenuto candidati presenti in entrambe le liste in gara, RinnoviAmo Casapesenna e Casapesenna Viva.
Si parla in particolare di Costantino Garofalo e del suocero Raffaele Nobis (fratello di Salvatore Scintilla, luogotenente del boss ergastolano Michele Zagaria alias “Capastorta”). I carabinieri del Nucleo investigativo di Caserta hanno rilevato diversi contatti tra Costantino Garofalo e Marcello De Rosa.
Quest’ultimo, secondo quanto riportato negli atti, candidato consigliere nella civica Casapesenna Viva, avrebbe chiesto al giovane di mediare con lo zio Fioravante Garofalo, sostenitore della lista avversaria. In una conversazione del 13 maggio 2024, Raffaele Nobis avrebbe riferito a Paolo Martino (anche lui non indagato), di poter procurare una cinquantina di voti per De Rosa, aggiungendo: “Il sindaco adesso, parlando chiaro chiaro, vuole il rispetto da me… il rispetto te lo vuoi prendere, poi quando vuoi dare venticinque euro a voto?”. Un semplice resoconto, quindi, di quanto emerso dalle indagini.





