PIMONTE – Una spaccatura nel cartello Afeltra-Di Martino. Lo sospettano gli investigatori a poche ore dall’omicidio di Raffaele Afeltra. I carabinieri tendono a escludere un attacco esterno: il 68enne difficilmente si sarebbe fatto sorprendere di sera in una zona isolata, vicino al suo appezzamento di terreno. Sospettano un’azione interna.
Anche perché non esistono grandi clan rivali. Nell’ultimo periodo potrebbero esserci state divergenze nel ‘cartello’ e i militari in queste ore cercano dichiarazioni e i primi riscontri. Intanto hanno inviato una dettagliata informativa alla procura della Repubblica, che coordina del indagini. Afeltra era stato scarcerato nel 2023. Cosa è successo negli ultimi anni? Ci lavorano i migliori apparati dell’Arma.
Ma torniamo al delitto. I killer hanno agito a colpi di fucile da caccia e sono fuggiti nelle boscaglia, dimostrando di conoscere le abitudini della vittima. Consapevoli della sua passione per l’allevamento, gli assassini si sono appostati nella boscaglia in località Zappino, dove la vittima si recava la domenica per accudire i propri animali.
Quando il 68enne è arrivato sul fondo di sua proprietà, è stato investito da una pioggia di pallettoni che non gli ha lasciato scampo. Il corpo è stato trovato riverso nella sua Fiat Panda verde 4×4. Era stato sorpreso: non aveva tentato la fuga. Le modalità dell’esecuzione e la scelta dell’arma rappresentano un marchio di fabbrica ai Monti Lattari.
Il sindaco Francesco Somma si è detto “preoccupato e turbato profondamente. È un episodio grave rispetto al quale chiediamo determinazione e celerità a chi sta indagando. Alla magistratura e alle forze dell’ordine va la nostra piena fiducia affinché venga fatta piena luce su quanto accaduto. Come sindaco, però, sento il dovere di dire una cosa con forza: in momenti come questo Pimonte deve rimanere unita.
Non permetteremo alla criminalità e a nessuno di rovinare il nome e la reputazione della Pimonte che stiamo costruendo per i nostri figli. Una comunità fatta da tante persone perbene, famiglie, lavoratori, giovani, associazioni che si impegnano quotidianamente per crescere e farsi conoscere e rispettare sempre di più.
Stiamo lavorando tanto per la Pimonte che desideriamo, per renderla più viva, attraverso la cultura, gli eventi, le iniziative sociali e tutto ciò che crea comunità. Un episodio così grave non può e non deve cancellare tutto questo. Pimonte è tutt’altro e noi la difenderemo con le unghie”.









