Smog e pericoli, Capodichino da spostare. L’aeroporto di Grazzanise è più sicuro

66
Capodichino
Aeroporto di Capodichino

NAPOLI – Non solo questioni di inquinamento, ma anche di sicurezza fanno ritenere necessaria un’alternativa a Capodichino da individuare in Grazzanise. Lo nota il presidente di Medici per l’ambiente Campania Antonio Marfella. I quartieri di Napoli che rientrano o confinano con il Sito di Interesse Nazionale (Sin) Napoli Porto registrano i tassi di incidenza di tumore al polmone più elevati d’Italia, secondo i dati storici e i recenti aggiornamenti del Registro Tumori dell’Asl Napoli 1 Centro. Le indagini epidemiologiche condotte dall’associazione all’interno del report “Cambiamo Aria” mostrano una sovrapposizione millimetrica tra le mappe del cancro al polmone e quelle a massima concentrazione di biossidi di azoto e kerosene combusto, emesso dalle navi e dall’aeroporto di Capodichino.

Una coincidenza geografica che per gli esperti richiede un approfondimento scientifico urgente, respingendo le tesi dell’Asl che attribuiscono l’eccesso di neoplasie al solo tabagismo. A San Pietro a Patierno (25mila residenti) si fumano circa 58 milioni di sigarette all’anno, a fronte di ben 365 milioni di litri di kerosene bruciati ad altezza d’uomo dai velivoli, a cui si aggiungono l’inquinamento acustico e le emissioni da traffico veicolare indotto, causa dei record di sforamenti Pm10 presso la centralina dell’ospedale Nuovo Pellegrini.

In questo scenario di saturazione, la soluzione strategica indicata risiede nel rilancio dell’aeroporto casertano. I principali motivi per il progressivo alleggerimento o il dimezzamento del carico di Capodichino e il piano di delocalizzazione dei voli commerciali e civili a Grazzanise risiedono nei limiti strutturali dello scalo partenopeo e nella necessità di espansione logistica della Campania. Situato ad appena 4 chilometri dal centro storico, Capodichino è un piccolo city airport circondato da un tessuto urbano denso (7.500 abitanti/kmq) che non ha lo spazio per nuove piste o per ampliare i terminal.

Come emerge dal Piano Nazionale Aeroporti e dagli studi di Confindustria, non si può puntare a 18 milioni di passeggeri all’anno: Capodichino dovrebbe allinearsi ai 5,5–6 milioni di transiti come Linate o Ciampino, “mentre facciamo marcire un aeroporto grande e molto più sicuro come Grazzanise che dista da Napoli più o meno come Fiumicino da Roma”.

Oltre all’impatto sanitario, la questione aeroportuale solleva gravi problematiche di sicurezza geopolitica e patrimoniale. Gli aerei in decollo e atterraggio sorvolano ad appena 200 metri d’altezza tesori inestimabili come il Mann, Piazza Carlo III e il Real Bosco di Capodimonte. In una fase di “guerra ibrida mondiale, con droni e terroristi in circolazione”, velivoli che viaggiano a quota così bassa ogni tre minuti sono esposti ad altissimi rischi d’attentato.

Da qui il duro interrogativo sollevato nel dossier: “non è il caso di delocalizzare immediatamente per decreto-legge nazionale tutti i voli Usa e Israele dai tetti dei Musei più importanti del mondo di storia romana al più sicuro e grande aeroporto di Grazzanise?”. A fare da amaro sfondo all’espansione di Capodichino c’è infine la ferita aperta del Cimitero Monumentale di Poggioreale, il cui crollo del 5 gennaio 2022 — causato dagli scavi della Linea 1 della Metropolitana diretta allo scalo — mantiene tuttora circa 800 loculi e resti umani sepolti tra le macerie. Un quadro complesso di danni alla salute, rischi bellici ed emergenze etiche che porta ad una sola domanda di fondo: cui prodest continuare a sovradimensionare lo scalo cittadino anziché valorizzare l’alternativa di Grazzanise?

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome