Il nuovo portiere della Juventus, Guglielmo Vicario, ha concesso un’intervista a La Gazzetta dello Sport, ripercorrendo il suo trasferimento dal Tottenham e fissando gli obiettivi stagionali. Arrivato a Torino in prestito, ha espresso un desiderio molto chiaro per il suo avvenire.
Interrogato sulla possibilità di firmare in bianco per rimanere a vita, il giocatore ha risposto senza esitazioni: se potesse scegliere, deciderebbe già ora di fermarsi per molti anni, essendo approdato nella squadra dei suoi sogni. Ha poi aggiunto che, per il momento, l’unico pensiero deve essere quello di aiutare club, compagni e tecnico, sottolineando come la storia della Juventus imponga di lottare su tutti i fronti per la vittoria.
Riguardo al suo debutto, ha ammesso che sarebbe ipocrita definirla un’esperienza normale. Vestire la maglia bianconera rappresenta per lui un privilegio e un onore, un’emozione indescrivibile fatta di orgoglio e tensione positiva, ma senza paura. Ha rivelato di aver sentito Gianluigi Buffon dopo la firma, preferendo mantenere privato il contenuto della conversazione ma ringraziandolo per le belle parole spese nei suoi confronti. Ha inoltre definito impossibili i paragoni con l’ex capitano, considerato il miglior portiere della storia.
Alla Juventus ha dichiarato di aver avvertito subito il peso della storia, il senso di appartenenza, il rigore e una mentalità vincente. Una pressione che considera giusta per un club di livello mondiale, seguito da milioni di tifosi. Ha respinto con fermezza l’etichetta di “ruota di scorta”, spiegando di aver sempre sperato in questa opportunità e di aver atteso il trasferimento con fiducia, senza mai sentirsi una seconda scelta. “Se sono qui è perché il club e l’allenatore mi hanno scelto e voluto”, ha affermato, definendo tutto il resto semplici chiacchiere.
Per il portiere, vincere con questa maglia avrebbe una gratificazione massima, superiore a qualsiasi altra esperienza, inclusa la Premier League. Ha concluso parlando di alcuni compagni di squadra: ha descritto Kolo Muani come molto inserito, felice e determinato, prevedendo che segnerà tanti goal. Di Sarr ha elogiato il “motore da Premier”, utile per spaccare le partite. Infine, ha definito Grabara un portiere forte e di qualità, con cui esiste una sana competizione interna.







