L’attaccante serbo Dušan Vlahović ha rotto il silenzio dopo il suo trasferimento al Beşiktaş. In un’intervista concessa a Mozzart Sport, ha raccontato le ragioni che lo hanno spinto a scegliere la Turchia e ha fatto luce sul suo controverso ultimo anno alla Juventus.
Le sue prime impressioni sulla nuova avventura sono state eccezionali. ‘Le sensazioni sono fenomenali’, ha esordito, descrivendo l’incredibile accoglienza ricevuta dai tifosi turchi, la cui passione lo ha profondamente colpito. ‘Vivono per il calcio, la loro squadra significa letteralmente tutto’.
La scelta del Beşiktaş è stata dettata soprattutto dalla determinazione del club nel volerlo. ‘Hanno fatto di tutto per portarmi qui’, ha spiegato, sottolineando come il presidente e il direttore sportivo siano venuti personalmente a Belgrado. La presenza del tecnico Vincenzo Italiano, con cui aveva già lavorato alla Fiorentina, ha rappresentato un fattore decisivo.
Riguardo al suo addio alla Juventus, il giocatore ha chiarito di essere diventato svincolato alla scadenza naturale del suo contratto, il 30 giugno. ‘Ho trascorso quattro anni e mezzo fantastici, è stato un grande onore indossare quella maglia’, ha affermato, ringraziando il club e i tifosi.
Ha poi descritto l’ultimo anno come molto difficile, segnato da un ruolo da panchinaro che, a suo dire, era dovuto unicamente al fatto di trovarsi nell’ultimo anno di contratto. ‘A mio parere, questo è stato l’unico motivo’.
L’attaccante ha affrontato anche il tema della pressione mediatica e delle critiche dei tifosi, alimentate da voci su un suo presunto rifiuto di rinnovare. ‘In tre anni non ho avuto alcuna conversazione specifica con la dirigenza sul rinnovo’, ha precisato, smentendo le ricostruzioni che lo descrivevano come esigente. ‘Capisco i tifosi che leggono e accettano ciò che viene loro propinato, ma la verità è un’altra’.
Ha anche menzionato un infortunio che lo ha colpito in un momento delicato e ha espresso gratitudine per Luciano Spalletti, che ‘ha fatto di tutto’ per provare a farlo restare a Torino.
Nonostante l’amarezza per un finale complicato, culminato con i fischi ricevuti durante un’amichevole, il serbo non ha chiuso le porte a un futuro ritorno. ‘Nel calcio mai dire mai. Ho commesso degli errori in passato per inesperienza, ma non escludo nessuna opzione’. Ha concluso ribadendo la sua profonda gratitudine verso la Juventus, definendola ‘un club enorme, il più grande in Italia’.







