Inter, Moratti: comprammo il Cagliari per Gigi Riva

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Cronache Mercato
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Massimo Moratti, storico presidente dell’Inter del Triplete, ha aperto il libro dei ricordi, svelando due retroscena inediti che gettano nuova luce sulla sua carriera imprenditoriale e sul suo rapporto con il mondo del calcio. Le sue parole hanno rivelato operazioni di mercato mancate e colpi segreti che avrebbero potuto cambiare la storia di diversi club italiani.

Il racconto più clamoroso riguarda un’operazione condotta dalla sua famiglia decenni prima della sua presidenza nerazzurra, per contrastare la Juventus. L’ex patron ha infatti confessato di aver contribuito all’acquisto del Cagliari Calcio con un obiettivo ben preciso: impedire che il leggendario attaccante Gigi Riva si trasferisse a Torino. “Papà non voleva che la Juventus prendesse Gigi Riva, che aveva praticamente già comprato”, ha spiegato Moratti.

La famiglia Moratti, tramite l’azienda Saras, aveva già un forte legame con la Sardegna. Di fronte alla prospettiva di vedere “Rombo di Tuono” vestire la maglia bianconera, hanno deciso di agire in modo rapido e segreto. “Allora, noi che in Sardegna avevamo il cuore, in pochi giorni comprammo la società di nascosto”, ha aggiunto. L’intervento è stato decisivo: Riva è rimasto in Sardegna e, nella stagione 1969-1970, ha guidato il Cagliari alla conquista del suo primo e unico Scudetto.

Ma le rivelazioni non si sono fermate qui. Moratti ha raccontato anche di un’altra grande opportunità che gli si è presentata nel corso della sua carriera: l’acquisto del Napoli. L’offerta è arrivata in un momento drammatico per il club partenopeo, subito dopo il fallimento che lo aveva costretto a ripartire dalla Serie C.

“Un presidente mio collega in Serie A mi svegliò quasi all’alba per dirmi che era la mia grande occasione per investire al Sud, per rilanciare quello storico club”, ha ricordato l’ex dirigente. L’idea di riportare in alto una piazza così importante e passionale era senza dubbio allettante, ma la sua risposta è stata un netto rifiuto.

La ragione dietro questa scelta è stata la sua incrollabile dedizione all’Inter. “Conosco quella città, quella tifoseria e non potevano meritare un presidente che non guidasse una società come quella del Napoli dedicando tutto il proprio tempo e con ogni passione”, ha affermato. In quel momento, il suo cuore e le sue energie erano completamente assorbiti dal progetto nerazzurro. “Io avevo l’Inter e non potevo distrarmi con altro”, ha concluso, sottolineando una filosofia di gestione basata su un impegno totale ed esclusivo, un legame che non ammetteva divisioni.

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