GRICIGNANO DI AVERSA – Un inferno silenzioso, consumato per circa due mesi dietro la porta chiusa di un’abitazione nel cuore dell’agro aversano. Un’escalation di violenza inaudita, fatta di aggressioni fisiche e psicologiche, che vedeva come vittime due genitori anziani e come carnefice il loro stesso figlio. A porre fine a questo dramma familiare sono stati i Carabinieri della Stazione di Gricignano di Aversa, che con un intervento tempestivo hanno arrestato un uomo di 33 anni, già noto alle forze dell’ordine, e restituito un barlume di serenità a una coppia terrorizzata.
La svolta è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri, 2 settembre 2026, quando l’ennesimo, e particolarmente violento, episodio di aggressione ha fatto scattare la richiesta d’aiuto. Stremati da settimane di abusi, i due coniugi – la madre di 61 anni e il padre di 69 – hanno visto il figlio convivente scagliarsi nuovamente contro di loro. La situazione è degenerata al punto che uno dei due genitori, a seguito delle percosse subite, è stato costretto a ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso dell’ospedale San Giuseppe Moscati di Aversa. I medici, dopo aver prestato le prime cure, hanno refertato le lesioni, fornendo un riscontro oggettivo e inequivocabile alla brutalità dell’aggressione.
Allertati, i militari dell’Arma si sono precipitati sul posto, trovandosi di fronte una scena di profonda tensione e paura. Il loro arrivo è stato provvidenziale, scongiurando conseguenze che avrebbero potuto essere ben più gravi. Con professionalità e delicatezza, i Carabinieri hanno messo in sicurezza i due anziani e hanno immediatamente avviato gli accertamenti per ricostruire l’accaduto.
Ciò che è emerso dalle prime testimonianze raccolte nell’immediatezza dei fatti è un quadro agghiacciante. Non si trattava di un singolo scatto d’ira, ma di un regime di terrore sistematico. Da circa due mesi, il 33enne avrebbe sottoposto i genitori a ripetute violenze fisiche, trasformando quella che doveva essere una casa e un rifugio in una prigione di sofferenza. Le ragioni alla base di tale condotta sono ancora al vaglio degli inquirenti, ma la gravità e la continuità dei maltrattamenti hanno reso necessario un intervento drastico.
Raccolti elementi sufficienti a configurare la flagranza del reato di maltrattamenti in famiglia, i Carabinieri hanno proceduto all’arresto del 33enne. L’uomo, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, dove si trova ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida.
Questa operazione si inserisce in un più ampio e costante impegno delle forze dell’ordine nel contrasto alla violenza di genere e domestica, un fenomeno sommerso che richiede la massima attenzione e la capacità di intervenire con rapidità per proteggere le vittime, spesso le persone più vulnerabili all’interno del nucleo familiare. È fondamentale ricordare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che la colpevolezza dell’indagato potrà essere acclarata solo a seguito di una sentenza di condanna irrevocabile. Nel frattempo, per due genitori di Gricignano, la fine di un incubo è iniziata con il suono della sirena dei Carabinieri.







