MARIGLIANO – Si è spenta dopo due giorni di agonia la speranza per la 73enne travolta da un’auto lo scorso primo settembre nel cuore di Marigliano. Il tragico epilogo è stato comunicato nelle ultime ore dal presidio ospedaliero di Nola, dove la donna era stata ricoverata in condizioni disperate. Un decesso che ora riscrive completamente lo scenario giudiziario per il conducente del veicolo, la cui posizione si aggrava pesantemente: l’ipotesi di reato, quasi certamente, passerà da lesioni stradali gravissime a omicidio stradale.
La tragedia si è consumata nella tarda mattinata di martedì primo settembre, lungo il centralissimo corso Umberto. Secondo una ricostruzione ormai consolidata, la donna stava compiendo un gesto quotidiano, attraversando la carreggiata sulle strisce pedonali, quando è stata centrata in pieno da un’autovettura. L’impatto, violento e improvviso, è avvenuto con la parte anteriore sinistra del veicolo, sbalzando l’anziana sull’asfalto. Un dramma avvenuto in pieno giorno, sotto gli occhi di numerosi passanti che hanno immediatamente lanciato l’allarme.
Sul posto si sono precipitati gli agenti della Polizia Locale di Marigliano, coordinati dal loro comando, che hanno immediatamente messo in sicurezza l’area e avviato i rilievi tecnici di rito, fondamentali per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Sono stati eseguiti accertamenti sulla velocità del veicolo, sulla visibilità e sulle condizioni della segnaletica orizzontale. Ma l’elemento che ha fornito una chiarezza inequivocabile è arrivato poco dopo, grazie all’acquisizione e all’analisi dei filmati registrati dal sistema di videosorveglianza pubblico e privato presente in zona.
Le immagini, cristalline, non avrebbero lasciato spazio a interpretazioni, confermando che la 73enne si trovava correttamente sulle strisce pedonali al momento dell’investimento e attribuendo, di conseguenza, la piena responsabilità della mancata precedenza al conducente dell’automobile.
Trasportata d’urgenza in codice rosso all’ospedale di Nola, la donna ha lottato per oltre 48 ore. I medici del nosocomio nolano hanno tentato il tutto per tutto per salvarla, ma le ferite e i traumi riportati nell’impatto si sono rivelati troppo gravi. Il suo cuore ha cessato di battere, gettando nello sconforto i familiari e l’intera comunità mariglianese, che aveva sperato fino all’ultimo in un miracolo.
Con la notizia del decesso, il fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola cambia inevitabilmente natura. L’automobilista, già indagato, vedrà ora la sua posizione aggravarsi con la contestazione del reato di omicidio stradale, previsto dall’articolo 589-bis del codice penale. Una fattispecie che prevede pene severe e che imporrà ulteriori e più approfonditi accertamenti, inclusi eventuali esami tossicologici sul conducente, se non già effettuati nell’immediatezza dei fatti. La tragedia riaccende il dibattito sulla sicurezza stradale nei centri urbani, dove l’anello debole della circolazione, il pedone, continua a pagare il prezzo più alto. Una vita spezzata mentre compiva il più semplice e legittimo dei gesti: attraversare la strada nella propria città.






