“Preferisco giocare sulla fascia destra, è la posizione dove mi sento meglio e ne ho già parlato con l’allenatore”. Diego Moreira ha presentato così le sue preferenze tattiche durante il suo primo incontro con i tifosi. Queste dichiarazioni hanno subito alimentato il dibattito sulle strategie di mercato del Milan e sulle future scelte tecniche di Rúben Amorim.
Anche il tecnico portoghese ha confermato la collocazione tattica del giocatore, classe 2004. Amorim lo ha descritto come un’alternativa a Samuel Chukwueze, utile per non alterare le caratteristiche della squadra in assenza del nigeriano, pur non escludendo di vederli giocare insieme in alcune occasioni.
Si tratta quindi di un investimento da oltre 50 milioni di euro più bonus che il club ha pianificato per valorizzare un prospetto ritenuto di grande potenziale. L’obiettivo è vederne crescere il valore di mercato nei prossimi anni.
L’analisi della campagna acquisti, la prima gestita interamente da Gerry Cardinale, ha però sollevato alcuni interrogativi. Dopo gli arrivi di Gonçalo Ramos e Mario Gila, il mercato si è fermato per oltre un mese prima dell’acquisto di Moreira, a cui sono seguite solo operazioni minori per trequarti e difesa.
La domanda sorge spontanea: perché investire una cifra così alta per un giocatore che, per ammissione dei protagonisti, è visto come un alter ego di Chukwueze? Questa scelta ha lasciato la squadra con alternative non considerate di primo livello sulla corsia mancina, come Pervis Estupiñán e Davide Bartesaghi. Allo stesso modo, sono mancate alternative di spessore per il ruolo di vice-Ramos e per il reparto difensivo centrale.
L’allenatore ha comunicato la volontà di cogliere l’occasione per lanciare i giovani talenti a disposizione, come Diawara e Camarda, per sopperire a queste mancanze. Uno sforzo apprezzabile che, se avrà successo, potrebbe rappresentare una svolta culturale per il calcio italiano.
Tuttavia, le ambizioni del club in campionato e in Europa League rendono l’attuale organico una scommessa rischiosa. I dubbi sull’operazione Moreira rimangono, e ci si chiede se la dirigenza non avrebbe potuto allocare diversamente un budget così importante. Le dichiarazioni del giocatore e del tecnico potrebbero trasformarsi in un boomerang, alimentando lo scetticismo sull’intera strategia di mercato voluta da Cardinale. Solo il campo fornirà le risposte definitive.










