È tutto pronto allo stadio Luigi Ferraris per l’anticipo che apre la terza giornata del campionato di Serie A. Il Genoa di Daniele De Rossi ha ospitato il neopromosso Como, guidato in panchina da Cesc Fabregas, in una sfida dai temi già cruciali per entrambe le formazioni. I padroni di casa cercavano i primi punti stagionali, mentre gli ospiti puntavano a dare continuità al loro percorso.
Il club rossoblù è arrivato all’appuntamento reduce da un avvio di stagione complicato, segnato da due sconfitte consecutive contro Napoli e Lazio. L’allenatore De Rossi ha quindi avuto la necessità di invertire subito la rotta per muovere una classifica ancora ferma. Per farlo, ha scelto di affidarsi a un modulo 3-5-2, confermando la sua idea di gioco ma con interpreti nuovi.
Tra i pali ha debuttato l’olandese Bijlow, protetto da una linea difensiva inedita composta da Marcandalli, Ostigard e Vásquez. A centrocampo, la zona nevralgica del campo è stata affidata alla coppia formata da Sow e Frendrup, con il compito di garantire equilibrio e dinamismo. Sulle fasce hanno agito Sabelli a destra ed Ellertsson a sinistra, chiamati a un doppio lavoro di spinta e copertura per tutta la partita.
La novità tattica più rilevante è stata però la posizione di Tommaso Baldanzi, schierato sulla trequarti a supporto del tandem offensivo formato da Osmajic e Colombo. Questa scelta ha evidenziato la volontà del tecnico di incrementare la qualità e l’imprevedibilità della manovra negli ultimi trenta metri, affidandosi alla creatività del giovane talento.
Dall’altra parte, il Como è giunto a Marassi con uno stato d’animo opposto e grande fiducia. Dopo la sconfitta all’esordio, la squadra di Fabregas ha ottenuto un’importante vittoria nel turno precedente e cercava il secondo successo di fila per consolidare la propria posizione in classifica e continuare a stupire.
L’ex centrocampista spagnolo ha confermato il suo collaudato sistema di gioco 4-2-3-1. Tra i pali ha giocato Butez, con una linea difensiva a quattro che ha visto Yan Couto e Valle agire come terzini, mentre la coppia centrale è stata formata da Ramon e dall’esperto Chalobah. In mediana, la regia e il lavoro di filtro sono stati affidati al duo composto da Perrone e Da Cunha, fondamentali per i meccanismi della squadra.
Il potenziale offensivo della formazione lariana si è concentrato sulla talentuosa linea di trequartisti, dove Fabregas ha dato spazio alla velocità e alla fantasia di Diao, Nico Paz e Baturina. Il loro compito è stato quello di innescare l’unica punta, l’attaccante greco Douvikas, scelto come riferimento centrale per finalizzare l’azione.





