Scott McTominay si è sottoposto con successo a un intervento chirurgico a Londra. L’operazione si è resa necessaria per risolvere in modo definitivo un’aritmia cardiaca benigna, emersa durante recenti controlli medici di routine e che avrebbe potuto limitarne l’attività agonistica ad alti livelli. Il Napoli ha seguito l’intera procedura con grande attenzione e ha manifestato ottimismo riguardo alla piena riuscita dell’intervento, confermando la totale fiducia nel giocatore e nello staff medico che lo ha seguito.
Il percorso verso il rientro in campo è stato già pianificato nei dettagli. Il direttore sportivo Giovanni Manna ha spiegato pubblicamente che il primo passo formale sarà attendere circa 28 giorni per l’ottenimento della nuova idoneità sportiva. Questa tempistica è imposta dai protocolli, poiché il centrocampista dovrà assumere farmaci anticoagulanti per un periodo limitato, sostanze che non sono compatibili con l’attività agonistica secondo le normative antidoping.
Il programma di recupero attivo inizierà dopo un periodo di riposo assoluto di due settimane. Successivamente, il giocatore potrà riprendere l’attività atletica in maniera graduale e strettamente individuale, concentrandosi sulla condizione fisica senza poter effettuare allenamenti con la squadra o esercizi che prevedano contatti fisici.
La strategia del club è chiara: riavere il perno scozzese del centrocampo a pieno regime a partire dal mese di ottobre, in tempo per le fasi cruciali della stagione. La decisione di intervenire chirurgicamente è stata presa in stretta concomitanza con la sosta per gli impegni delle Nazionali. Questa mossa strategica è stata studiata per ridurre al minimo l’impatto della sua assenza sul cammino della squadra in campionato e nelle coppe.
Nonostante l’ottimismo del club, alcuni esperti invitano alla cautela. Il noto cardiologo Carlo Pappone, specializzato in aritmologia, ha sottolineato come una procedura di questo tipo, sebbene di routine, richieda un’attenzione particolare quando il paziente è un atleta professionista. Secondo il suo parere, potrebbero essere necessari almeno due mesi per avere la certezza assoluta che il giocatore possa tornare a sostenere gli sforzi di una partita ufficiale senza alcun rischio.
Ora per l’ex colonna del Manchester United inizia la fase più delicata, quella della riabilitazione. Il suo ritorno sarà monitorato costantemente dallo staff sanitario del Napoli, che lavorerà in sinergia con i consulenti esterni. I prossimi controlli medici saranno decisivi per definire una tabella di marcia più precisa e confermare, o eventualmente ricalibrare, la data del suo atteso ritorno in campo.





