Il pareggio ottenuto all’Allianz Stadium ha rappresentato un risultato giusto. La Juventus non ha meritato di perdere contro un Milan che ha gestito il gioco, con un possesso palla del 51%, ma che ha faticato a concretizzare, calciando verso la porta avversaria solo tre volte. In campo si sono confrontate due squadre ancora in costruzione, con evidenti margini di miglioramento e alcune criticità a livello di organico.
La formazione bianconera è apparsa un passo avanti nel suo percorso di crescita, forte di un lavoro più prolungato con il proprio allenatore, mentre Rúben Amorim ha appena iniziato il suo cammino sulla panchina rossonera. La transizione da uno stile di gioco più attendista a uno più propositivo, come quello voluto dal tecnico portoghese, richiederà tempo e passaggi graduali. La squadra ha provato a imporre il proprio gioco anche a Torino, ma ha sofferto la maggiore intensità degli avversari e il lavoro tra le linee di Nico Gonzalez.
Nella valutazione complessiva della prestazione rossonera rientrano note positive, come la solidità di De Winter, il carisma di Gila e gli interventi decisivi di un Maignan in ottima forma. Ciò che è mancato in modo evidente è stata la qualità negli ultimi venticinque metri. Se per Rabiot si è trattato di una semplice serata storta, i dubbi maggiori si concentrano su Saelemaekers, che Amorim sta tentando di reinventare nel ruolo di trequartista.
Per una posizione così cruciale nello scacchiere tattico del nuovo allenatore, servono caratteristiche tecniche e di movimento differenti da quelle del giocatore belga. In questo contesto, sta emergendo con forza una nuova certezza: Alphadjo Cisse. Le sue prestazioni hanno generato un entusiasmo che Amorim, da leader dello spogliatoio, dovrà gestire con attenzione, considerata la giovane età del calciatore.
Le partite passano e la convinzione cresce: Cisse è un giocatore pronto, diretto ed efficace. Ha segnato due gol di pregevole fattura nelle sue prime tre uscite, lanciando segnali inequivocabili al club e al calcio italiano. Le sue caratteristiche, in particolare i movimenti a tagliare verso il centro del campo e la facilità nel trovare la porta, lo hanno già reso un elemento centrale nel 3-4-2-1 di Amorim.
Per completare il reparto offensivo, in coppia o in alternativa a Cisse, il Milan avrà bisogno del miglior Christian Pulisic, quello ammirato nella prima parte della scorsa stagione. Al momento manca un trequartista capace di attaccare la porta con continuità, rompere le linee difensive avversarie e segnare gol pesanti, soprattutto quando il livello della competizione si alza.
L’attaccante americano è ancora in ritardo di condizione, ma è prevedibile che nel corso della settimana aumenterà i giri del motore. L’obiettivo sarà candidarsi per una maglia da titolare nel prossimo impegno contro la Lazio, per fornire ad Amorim quella spinta qualitativa che ancora manca al suo progetto tecnico.




