La Fiorentina ha deciso di esonerare l’allenatore Fabio Grosso. La decisione è maturata dopo appena tre giornate di campionato, un tempo considerato insufficiente per valutare l’operato di un tecnico a cui era stata affidata una squadra profondamente rinnovata.
Alla base della rottura ci sarebbe una divergenza di vedute con la direzione sportiva guidata da Fabio Paratici. La campagna acquisti ha infatti mostrato strategie apparentemente contraddittorie e non sempre allineate con le esigenze tattiche dell’allenatore.
In una prima fase, sono stati ingaggiati diversi trequartisti, come Mastantuono e Atta, e un centravanti di stazza quale Pellegrino. Questa scelta non sembrava però funzionale al modulo 4-3-3, sistema di gioco prediletto da Grosso, che richiede esterni offensivi per essere efficace.
Successivamente, la società è intervenuta di nuovo sul mercato, acquistando giocatori di fascia come Gonçalves e Gnonto. Questa seconda ondata di acquisti, pur risolvendo una lacuna, ha aumentato la confusione sulla direzione tecnica, lasciando in sospeso il ruolo dei giovani talenti presi in precedenza.
L’elemento cruciale che sembra essere mancato è un progetto tecnico chiaro e condiviso tra allenatore e dirigenza. La costruzione di una squadra richiede una visione comune e una pianificazione precisa, dove ogni scelta di mercato è funzionale a un’idea di gioco definita. L’accumulo di profili diversi, seppur di valore, senza un disegno tattico coerente ha creato un organico di difficile gestione.
La vicenda di Grosso a Firenze si pone in antitesi con altri casi nel calcio italiano. L’esempio dell’Atalanta di Gian Piero Gasperini, che nella stagione 2016-17 superò una partenza con quattro sconfitte nelle prime cinque partite, dimostra come la fiducia e il tempo concessi a un tecnico possano portare a risultati importanti. A Grosso non è stata concessa la stessa opportunità.
Il direttore sportivo Paratici, già noto per operazioni di grande impatto in passate esperienze, si è confermato una figura centrale nelle strategie del club. Tuttavia, la scelta di esonerare il tecnico da lui stesso selezionato dopo un periodo così breve ha sollevato interrogativi sulla coerenza del percorso intrapreso dalla Fiorentina, il cui futuro sportivo appare ora incerto.






