L’ex difensore Marco Materazzi ha concesso un’intervista analizzando diversi temi legati al mondo Inter, a partire dal discusso episodio che ha coinvolto il capitano nerazzurro nell’ultima partita di campionato. L’analisi si è poi spostata sulla decisiva sfida di Champions League contro il Real Madrid.
Materazzi ha preso le difese di Lautaro Martinez, ammonito durante la gara contro il Napoli. “Un capitano che ha alzato il livello di attenzione: che vuol dire prendersi un fallo o arrabbiarsi il giusto con l’arbitro”, ha spiegato l’ex campione del mondo, che si trovava a pochi metri dall’azione. “Si è beccato un giallo anche se non aveva detto nulla. Gli arbitri stanno lasciando giocare molto, non possono diventare permalosi solo perché uno per rabbia sbatte i piedi per terra”.
Secondo l’ex centrale, la reazione della squadra dopo lo svantaggio iniziale ha dimostrato la sua forza. “L’Inter si sarebbe sentita forte anche se avesse perso contro il Napoli, soprattutto nel primo tempo ha fatto una gran partita. E una squadra forte la vedi quando perde 2-0: zero panico, nessun nervosismo”.
In vista della partita contro il Real Madrid, Materazzi ha individuato i pericoli principali e le assenze pesanti. “Mbappé e il Bernabeu possono fare la differenza, la gara si deciderà a centrocampo”. Ha poi sottolineato l’importanza di un’assenza chiave: “Quella di Dimarco è pesante. L’Inter non deve permettere tanti tiri come contro il Napoli: se li concedi al Real, è dura che ti salvi”.
Non sono mancati elogi per Cristian Chivu, attuale allenatore della Primavera nerazzurra. “Cristian è così intelligente che non gli ho ancora sentito sbagliare un’intervista, anche se ogni tanto lo si vuole portare dentro le polemiche, tipo quella su Juve e Milan. Mica è così scemo da dire che il loro valore è inferiore a quello dell’Inter”.
Il pragmatismo di Chivu ha riportato alla mente di Materazzi un ricordo legato a José Mourinho. “In lui mi è sembrato di rivedere il Mou che in Inter-Siena 4-3 del 2010, sotto 3-2, mise in campo cinque o sei giocatori offensivi, compreso Stevanovic, e vinse con gol di Samuel centravanti”.
A proposito dello Special One, l’ex difensore ha ricordato il celebre abbraccio dopo la finale di Champions League vinta a Madrid nel 2010. “Quel che ci siamo detti, a parte il mio ‘Vaffanculo, ci lasci con Benitez’, resterà per sempre fra noi”. Ha poi rivelato una confidenza del tecnico portoghese: “José mi ha detto: ‘Tu e John Terry, i centrali più importanti della mia carriera’”.
Infine, una riflessione sulla leadership dell’allenatore. “La cosa bella di José è che chi gioca per lui si sente ‘uno di lui’, in campo ‘muore’ per lui. Florentino Perez si fida così tanto da avergli ridato in mano le chiavi del Real. Lui farà quello che è abituato a fare: prendersi tutte le responsabilità. La cosa brutta è che viene rimpianto quando va via”.






