Bagnoli, 52 giorni oltre i limiti delle polveri sottili: ma gli sforamenti per la legge non contano

A Città della Scienza superata già a giugno la soglia dei 35 giorni prevista per il PM10. Ma i laboratori mobili non fanno parte della rete ufficiale: i dati sono scientificamente validi, senza però produrre gli stessi effetti normativi.

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Bagnoli, i cantieri per l'America's Cup

NAPOLI – Cinquantadue giornate con una concentrazione media di PM10 superiore a 50 microgrammi per metro cubo a Città della Scienza. Trentadue al laboratorio installato all’interno del Sin, in prossimità del Pontile Nord. Almeno venti giornate nelle quali la soglia è stata oltrepassata contemporaneamente da entrambe le centraline. È il bilancio che emerge mettendo in fila i rapporti pubblicati dall’Arpac sul monitoraggio straordinario della qualità dell’aria a Bagnoli. Rapporti che riguardano le aree interessate dai cantieri dell’America’s Cup.

A Città della Scienza la quota dei 35 giorni è stata raggiunta già il 29 giugno e superata il giorno successivo. Da allora il contatore, se lo si trattasse come quello di una normale stazione della rete regionale, avrebbe continuato a salire fino ad almeno 52.

Il paradosso di Bagnoli

Ma proprio qui si apre il paradosso di Bagnoli. Quelle misurazioni sono valide, l’Arpac stessa le definisce dotate di piena validità tecnica e scientifica. Ma i due laboratori mobili non appartengono alla rete ufficiale di valutazione della qualità dell’aria individuata dalla Regione. Di conseguenza gli sforamenti non entrano nel conteggio previsto dal decreto legislativo 155 del 2010, che stabilisce che la media giornaliera di 50 microgrammi di PM10 non venga superata per più di 35 giorni nell’arco di un anno.

Non producono cioè gli effetti normativi che deriverebbero dalle medesime misurazioni effettuate da una centralina ufficiale. È un’altra delle singolarità di Bagnoli. Un territorio nel quale si stanno realizzando opere di bonifica e trasformazione di enorme portata, sottoposto proprio per questo a un monitoraggio ambientale aggiuntivo, ma nel quale i dati raccolti per verificare gli effetti delle lavorazioni restano fuori dal meccanismo formale dei 35 giorni.

Questo non significa che l’Arpac li consideri irrilevanti. Al contrario, nei rapporti l’Agenzia ripete che servono a conoscere lo stato della qualità dell’aria e soprattutto a verificare l’efficacia delle misure di mitigazione. In più occasioni, dopo nuove sequenze di superamenti, l’Arpac ha anche sollecitato i soggetti competenti ad adottare le azioni necessarie per scongiurarne altri, richiamando espressamente rispetto delle misure di mitigazione e controlli.

Le rilevazioni

La successione dei dati mostra quanto il fenomeno sia discontinuo ma persistente. Il 17 febbraio Città della Scienza arrivò a 94 microgrammi, mentre nessuna stazione della rete regionale superava la soglia. A marzo ci furono sette giornate oltre i 50, con cinque superamenti consecutivi tra il 4 e l’8. Il 13 marzo la media giornaliera fu di 57, ma nelle singole ore si arrivò fino a 231 microgrammi.

Il 13 aprile Città della Scienza tornò a 94 e il Pontile Nord a 89; da quel momento aumentano anche le giornate nelle quali le due postazioni si muovono insieme. Maggio segna un’altra fase critica. Tra il 5 e l’11 si sfora in sei giornate su sette in almeno uno dei due punti di rilevamento e l’Arpac osserva che quei superamenti non trovano riscontro né nella vicina stazione di Pozzuoli né nelle centraline napoletane della rete regionale. Il 14 maggio Città della Scienza registra 53 microgrammi, con picchi orari fino a 160, mentre tutte le stazioni regionali restano sotto 32. Tra il 26 e il 29 maggio arrivano altri quattro giorni consecutivi oltre soglia a Città della Scienza; al Pontile Nord i valori orari toccano 167 microgrammi il 26 e 153 il 28. Anche in questo caso l’Agenzia sottolinea l’assenza di un riscontro nelle stazioni napoletane. Ancora più significativa la seconda metà di giugno. Il 3 giugno il Pontile Nord raggiunge 68 microgrammi mentre nessuna stazione regionale supera i 50 e quelle di Napoli non vanno oltre 25.

Smog d’estate

Tra il 23 e il 29 giugno almeno uno dei due laboratori è sopra soglia praticamente ogni giorno: 68, 62, 57, 52, 53 e 57 sono le medie registrate a Città della Scienza nelle giornate di superamento; al Pontile Nord si arriva a 56, 53, 60 e 63. Dal 23 al 28 giugno, rileva ancora l’Arpac, nessuna stazione della rete ufficiale campana registra uno sforamento. È proprio in questa fase che Città della Scienza supera virtualmente il tetto annuale dei 35 giorni.

Poi arriva luglio. Il 10 a Città della Scienza la media è 63, ma tra le 7 e le 8 del mattino viene registrato un picco orario di 347 microgrammi per metro cubo, uno dei valori più alti dell’intera serie.

Dal 14 al 20 luglio si contano nuovi superamenti: l’Arpac attribuisce quello del 14 al possibile contributo di un cantiere segnalato in via Coroglio, mentre per il 20 richiama il trasporto di polveri sahariane. Diversa la situazione del 15, 16 e 17 luglio, quando le centraline di Bagnoli superano la soglia senza che alcuna stazione napoletana faccia altrettanto.

Il 21 e 22 luglio Città della Scienza arriva per due giorni consecutivi a 87 microgrammi e il Pontile Nord a 69: in quel caso l’Arpac individua ancora il contributo delle polveri sahariane. A fine mese si ricomincia: 79, 71 e 85 a Città della Scienza tra il 29 e il 31 luglio e 57, 54 e 64 al Pontile Nord.

Le spiegazioni e il conteggio fuori dal decreto

Le spiegazioni fornite dall’Agenzia cambiano dunque a seconda degli episodi. Ci sono giornate caratterizzate dal trasporto di polveri dal Sahara, altre nelle quali la stabilità atmosferica e lo scarso rimescolamento favoriscono l’accumulo degli inquinanti. In altri casi viene richiamata la presenza di cantieri nelle immediate vicinanze.

Ma rimane anche un gruppo consistente di superamenti che l’Arpac stessa evidenzia perché non trova un comportamento analogo nel resto della rete napoletana o regionale. Ed è probabilmente questo il dato che merita maggiore attenzione: non tutti gli sforamenti possono essere ricondotti automaticamente a fenomeni generali che interessano l’intera città.

A fine agosto le polveri sahariane tornano a pesare sulle misurazioni: il 27 agosto la media è di 51 microgrammi a Città della Scienza e 66 al Pontile Nord e l’Arpac stima un contributo sahariano di 10-20 microgrammi. Tra il 28 e il 30 agosto l’incremento interessa anche le stazioni ufficiali napoletane. Il quadro, dunque, non è quello di un’emergenza uniforme e continua, ma di una lunga sequenza di episodi di natura diversa. Resta però il dato aritmetico. Nella postazione di Città della Scienza i 35 giorni sarebbero stati abbondantemente oltrepassati già prima dell’estate piena.

Solo che, a Bagnoli, quel contatore ufficialmente non esiste. Le centraline misurano, i dati sono scientificamente validi, l’Arpac chiede interventi e mitigazioni, ma ai fini della soglia annuale prevista dalla legge è come se quelle giornate non entrassero nel calendario.

Bagnoli, anche nella geografia dell’inquinamento, continua così a essere una terra a parte.

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