NAPOLI – Settembre è abbondantemente iniziato e non si registra alcuna novità per gli sfollati dei Campi Flegrei, che nella serata di domenica hanno protestato incendiando una sedia di plastica davanti al Palatrincone di Pozzuoli, dove è accampato un gruppo. L’ostinazione del governatore Roberto Fico nel non chiedere lo stato di emergenza viene scontata dai cittadini, che ancora non sanno cosa sarà di loro. Lo stesso ministro Matteo Piantedosi ha chiarito che la richiesta dello stato di emergenza e la legge speciale del Governo non sono in antitesi, anzi possono essere attuati entrambi senza problemi, Con la differenza che la legge va incardinata e con i tempi del Parlamento sarebbe un rimedio lento a un’urgenza pressante come quella del bradisismo. A questo punto è lecito supporre che Fico voglia andare contro il Governo, ma soprattutto non intenda assumersi le responsabilità che derivano dallo stato di emergenza: con la proclamazione, infatti, da Roma sarebbe nominato un commissario, che verosimilmente sarebbe lo stesso presidente della Regione. Intanto, ci sono ancora persone in strada e non si vede la fine dell’emergenza a Pozzuoli.
Domenica sera un gruppo di sfollati accampati nella zona del Palatrincone ha incendiato cassonetti e sedie di plastica in segno di protesta, chiedendo interventi per risolvere l’emergenza abitativa. A Pozzuoli le ordinanze di sgombero hanno interessato oltre 4.400 persone in seguito alla forte scossa del 31 luglio, ma da allora pochissime famiglie sono riuscite a rientrare in casa, dato che quasi tutti gli edifici sono stati dichiarati inagibili.
“Il consiglio regionale si è riunito per una seduta monotematica – dichiara Antonio Maione, presidente di Civico Flegreo – ma la maggioranza ha dichiarato di non voler adottare la soluzione dello stato di emergenza. Noi crediamo invece che questa soluzione vada attuata. A differenza di quanto sostengono le forze politiche, lo stato di emergenza serve per velocizzare le procedure e sburocratizzarle. Quindi la politica non racconti frottole: bisogna intervenire in maniera concreta, il tempo sta passando ma noi di tempo non ne abbiamo e gli sfollati crescono. Le colpe della gestione di potere ricadono sui puteolani”. Maione ricorda che “sebbene il sindaco Manzoni abbia chiesto, con un documento, lo stato di emergenza, questa carta è stata bloccata dal presidente Fico, non so per quali motivi”.
Oggi Manzoni, insieme agli altri sindaci dei Campi Flegrei, sarà in audizione alla commissione Ambiente della Camera. “Illustreremo – ha dichiarato il primo cittadino – la reale situazione del nostro territorio, esporremo le criticità con cui ci confrontiamo ogni giorno e, soprattutto, chiederemo l’approvazione unitaria di tutti gli emendamenti che abbiamo presentato al decreto Campi Flegrei”.











