Denzel Dumfries ha vissuto una serata dai due volti in occasione del suo primo incontro da avversario contro l’Inter, la squadra con cui ha condiviso un quinquennio di successi. L’emozione del ritorno si è scontrata con una prestazione in campo al di sotto delle aspettative, culminata in un episodio che ha evidenziato tutte le difficoltà della sua partita.
Prima del fischio d’inizio, l’atmosfera è stata quella delle grandi riunioni. I tifosi nerazzurri non hanno dimenticato il contributo dell’esterno olandese e gli hanno riservato un omaggio speciale, intonando un coro a lui dedicato sulle note di una celebre canzone dei Depeche Mode. Un gesto di riconoscenza che ha visibilmente emozionato il giocatore, strappandogli un sorriso.
Anche i rapporti con la dirigenza e gli ex compagni si sono confermati ottimi. Dumfries ha scambiato un cordiale saluto con l’amministratore delegato Giuseppe Marotta e ha poi abbracciato calorosamente Cristian Chivu e i calciatori con cui ha diviso lo spogliatoio fino a poche settimane fa. Particolarmente simpatico è stato il siparietto con Hakan Calhanoglu, al quale ha scherzosamente toccato i capelli, oggetto di un recente trapianto. Questi momenti hanno confermato come la separazione tra il giocatore e il club sia avvenuta in un clima di massima correttezza e stima reciproca.
Una volta iniziata la gara, però, le cose sono cambiate radicalmente. L’esterno olandese è apparso in difficoltà, costretto a un continuo lavoro di ripiegamento difensivo a cui forse non era più abituato nel suo nuovo sistema di gioco. L’emozione del ritorno o una sorta di ansia da prestazione potrebbero aver inciso sulla sua lucidità, limitandone la consueta spinta offensiva e rendendolo meno efficace del solito.
La sua serata si è complicata ulteriormente con il passare dei minuti, faticando a trovare la posizione e a incidere sulla partita come ai tempi in cui vestiva la maglia nerazzurra. Un’involuzione evidente che non è passata inosservata e che ha rappresentato il preludio al momento più difficile della sua gara.
Il punto più basso della sua “rimpatriata” è arrivato in occasione del gol che ha sbloccato la partita. Su un cross proveniente dalla sinistra di Lautaro Martinez, Dumfries si è fatto sorprendere dall’inserimento di Carlos Augusto. Proprio il suo ex compagno di squadra lo ha anticipato con un movimento secco, riuscendo a colpire il pallone e a spedirlo in rete addirittura con il destro, il suo piede debole.
La reazione di Dumfries è stata di pura rabbia e frustrazione, un’immagine che ha sintetizzato perfettamente la sua serata storta. Essere battuto proprio da un ex collega di reparto, in un’azione in cui la sua reattività è venuta meno, ha rappresentato la beffa finale in una partita da dimenticare dal punto di vista personale. La serata si è quindi conclusa con un bilancio agrodolce per l’olandese: da un lato, l’affetto di un ambiente che non lo ha dimenticato; dall’altro, una prestazione deludente che ha reso il suo ritorno un’esperienza sportivamente dolorosa.









