Spara come un camorrista: ha 17 anni. Arrestato per tentato omicidio al Rione Luzzatti

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Rione Luzzatti
Rione Luzzatti

NAPOLI – Gli agenti della Squadra Mobile della questura (diretti da Mario grassia) hanno tratto in arresto un 17enne accusato di tentato omicidio, detenzione abusiva di armi e munizioni, con l’aggravante del metodo mafioso, per un episodio di cronaca avvenuto lo scorso 6 marzo nel rione Luzzatti, all’interno del quartiere Poggioreale.

Dagli uffici di via Medina fanno sapere che la notte dell’agguato, poco prima di mezzanotte, il giovane si sarebbe affiancato a bordo di uno scooter a un’automobile a noleggio su cui viaggiava la vittima, esplodendo a bruciapelo un colpo di pistola verso l’abitacolo che non ha centrato l’obiettivo, consentendo all’uomo di darsi a una fuga precipitosa e mettersi in salvo. Le complesse indagini condotte dalle forze dell’ordine si sono avvalse dell’attenta analisi dei filmati estrapolati dai sistemi di videosorveglianza della zona e dell’ascolto di numerose intercettazioni ambientali e telefoniche. Gli accertamenti investigativi hanno permesso di ricostruire un quadro relazionale turbolento: la vittima e il giovane arrestato avrebbero avuto contrasti legati alla pretesa restituzione di un debito pari a circa 40mila euro. Tale somma, avanzata dall’uomo, avrebbe già scatenato discussioni con la famiglia del ragazzo nel mese di febbraio. Dalle intercettazioni è inoltre emerso che, subito dopo l’agguato fallito, la vittima avrebbe tentato di mediare per via indiretta, promettendo di non denunciare l’aggressore in cambio della restituzione del denaro spettante.

Gli inquirenti hanno sottolineato come il movente non sia riconducibile a uno scontro tra clan di camorra per il controllo del territorio o delle piazze di spaccio, bensì a una controversia di natura strettamente personale e privata. Ciononostante, la contestazione dell’aggravante mafiosa evidenzia la preoccupante penetrazione e la capillare diffusione dei codici di violenza e dei metodi d’azione tipicamente camorristici tra i giovanissimi, i quali tendono ad adottare condotte d’impatto criminale e armi da fuoco per regolare controversie d’indole economica o sentimentale. L’operazione della Polizia di Stato ribadisce l’efficacia del monitoraggio investigativo sul territorio per contrastare la devianza giovanile e garantire la sicurezza dei cittadini nei quartieri periferici della città.

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