Le scelte di Ruben Amorim per il centrocampo del Milan hanno continuato a far discutere dopo il pareggio per 1-1 ottenuto contro la Juventus. In vista della prossima sfida contro la Lazio, l’allenatore portoghese sarà chiamato nuovamente a compiere decisioni importanti in un settore nevralgico del campo.
Il modulo 3-4-2-1, con un punto di riferimento quasi intoccabile come Modric, lascia infatti solo due posti realmente disponibili nella linea mediana, dove l’abbondanza numerica impone una selezione accurata. Proprio su questo tema, intervenendo sul suo canale YouTube, il giornalista Fabio Caressa ha offerto un’interessante chiave di lettura sul possibile dualismo tra Yunus Musah e Adrien Rabiot.
Secondo Caressa, la preferenza per il giocatore americano in certe situazioni è tatticamente comprensibile. “Musah, pur commettendo un sacco di errori, ne ha fatti tantissimi in fase di appoggio contro la Juventus, è uno che ti fa legna lì in mezzo al campo”. Questa capacità di fornire quantità e rottura del gioco avversario è una caratteristica preziosa. “Te la fa anche Rabiot, ma Musah te ne fa di più”, ha precisato il commentatore, evidenziando una differenza di intensità nel lavoro sporco.
Il dilemma per l’allenatore nasce dalla necessità di trovare la giusta collocazione per il centrocampista francese, le cui qualità sono diverse. “Capisco che per trovare posto a Rabiot magari Amorim possa pensare di tenerlo un po’ più avanti”, ha proseguito Caressa, ipotizzando un suo impiego in una posizione più offensiva, alle spalle della punta.
Tuttavia, questa soluzione tattica comporterebbe una controindicazione significativa. Spostandolo in avanti, si limiterebbe la sua caratteristica migliore: la capacità di inserirsi partendo da lontano. “Se lo tieni un po’ più avanti non gli fai fare, come dice il mio amico Beppe, il cavallo, cioè non gli fai fare l’inserimento, non lo fai buttare dentro”.
L’allenatore dovrà quindi trovare un equilibrio per non snaturare le doti del suo giocatore, cercando di sfruttarne appieno la potenza nelle proiezioni offensive senza sacrificare la solidità del reparto. “Questa cosa la deve un po’ aggiustare”, ha concluso Caressa, sottolineando come la gestione di questo dualismo sarà fondamentale per il futuro assetto della squadra rossonera.






