Noah Okafor ha annunciato il suo ritiro a tempo indeterminato dalla nazionale svizzera. La drastica decisione, comunicata con un lungo messaggio sui suoi canali social, è il risultato di una rottura insanabile con il commissario tecnico Murat Yakin. L’attaccante ha spiegato che il rapporto è ormai privo delle fondamenta di rispetto e fiducia reciproci.
“Dopo un’attenta riflessione, ho deciso di ritirarmi dalla Nazionale svizzera fino a nuovo avviso”, ha esordito l’ex giocatore del Milan, definendo queste parole come le più difficili della sua carriera. Ha poi messo in chiaro la sua posizione: “Ho deciso che con l’attuale allenatore non voglio più giocare per la Nazionale”. Il suo non è un addio definitivo, ma una scelta legata alla presenza dell’attuale CT.
Okafor ha tenuto a precisare che la sua frustrazione non deriva dallo scarso minutaggio. “Questa decisione non ha nulla a che vedere con i minuti giocati”, ha sottolineato, ammettendo di aver commesso errori in passato e di essersene scusato. La situazione attuale, però, è diversa e affonda le radici in un trattamento che lo ha ferito profondamente.
L’attaccante ha ripercorso gli ultimi mesi, ricordando un incontro avvenuto prima dei Mondiali. Yakin si era recato da lui per un colloquio che era stato “rispettoso e positivo”, un chiarimento che aveva permesso di superare le incomprensioni e aveva dato a Okafor grandi motivazioni per il torneo.
Proprio per questo, l’esperienza durante la competizione iridata è stata ancora più deludente. “Non perché abbia giocato poco, ma per il modo in cui sono stato trattato. Sono successe cose che mi hanno ferito profondamente. La fiducia è stata compromessa e gli impegni presi non sono stati rispettati”.
Il giocatore ha raccontato di essersi sentito umiliato anche per reazioni sproporzionate a piccoli errori commessi in campo. Ha definito quel periodo come il più difficile della sua carriera. Pur riconoscendo i meriti e i risultati storici ottenuti da Yakin con la Svizzera, per Okafor mancano le condizioni umane per proseguire.
“Voglio soltanto rispetto reciproco e fiducia, ma non vedo queste basi per gli anni a venire”, ha concluso nel suo messaggio. Ha infine augurato il meglio alla squadra e ai suoi compagni, molti dei quali sono suoi amici, assicurando che continuerà a tifare per loro. Con la maglia elvetica ha finora collezionato 26 presenze e messo a segno due reti.


