Brignoli, debutto in Champions League a 35 anni

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Cronache sport calcio
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Alberto Brignoli ha coronato il sogno di una vita esordendo in Champions League all’età di 35 anni. Il portiere italiano ha difeso con successo la porta dell’AEK Atene nella vittoria per 1-0 contro il LASK, un debutto arrivato inaspettatamente a causa di un infortunio occorso al titolare, Thomas Strakosha. “Sono stato ‘fortunato’ nella sfortuna altrui”, ha commentato con onestà. “Quando è arrivata l’occasione ho cercato di prenderla”.

Il suo è stato un percorso iniziato da lontano, dal Montichiari in Serie D nel 2009, e culminato con la massima competizione europea. “È stato il coronamento di un sogno”, ha spiegato, “ma in campo sei così concentrato che non te la godi. Le emozioni le vivi solo prima e dopo”. Nonostante il traguardo raggiunto, il portiere mantiene i piedi per terra, sottolineando come l’equilibrio sia fondamentale e paragonando la gioia a quella provata per la vittoria di un campionato in Serie D.

Tra i tanti messaggi di congratulazioni ricevuti, uno lo ha colpito in modo particolare: quello del suo ex allenatore Cristian Bucchi. “Mi ha preso a Perugia dopo esperienze difficili alla Sampdoria e al Leganes, quando non stavo bene. Lui ha creduto in me e mi ha dato fiducia. Gli sono troppo riconoscente”.

Il portiere ha raccontato anche il legame speciale con il Palermo, club che porta nel cuore. “Per come Palermo vive il calcio e per le persone che ci lavoravano, è dove mi sarebbe piaciuto rimanere se la società non fosse fallita. Vorrei rivedere il club in Serie A a lottare per le prime dieci posizioni”.

Trasferitosi in Grecia, ha trovato un campionato competitivo che offre grande visibilità e un ambiente ideale ad Atene. Qui ha anche avviato una società, Auvi, una piattaforma creata per aiutare gli atleti a gestire la loro vita extra-campo, dagli investimenti al piano nutrizionale, permettendo loro di concentrarsi solo sulle performance.

Parlando dei talenti del calcio greco, ha notato come i club più importanti diano fiducia ai giovani, inserendoli subito in prima squadra, un fattore chiave per la crescita del movimento. Ha citato anche il compagno di squadra Luka Jovic, ex Fiorentina e Milan: “È un giocatore molto forte, penso che per lui sia una questione caratteriale. Ha bisogno di un ambiente dove si senta protagonista”.

Ora lo sguardo è rivolto alle prossime sfide. Sul possibile incontro con Haaland e il Manchester City, ha mostrato grande umiltà: “Spero che rientri Tommy (Strakosha, ndr) perché se lo merita. Se toccherà a me, mi farò trovare pronto”. Nel suo cammino incrocerà di nuovo Gianluigi Donnarumma, a cui chiederà la maglia per completare la sua collezione dopo il famoso gol segnato di testa nel 2017 in un Benevento-Milan.

Particolarmente sentita sarà la partita contro la Roma di Gian Piero Gasperini, una figura che Brignoli, da bergamasco, ammira profondamente. “Lui va oltre il calcio, ha risvegliato la mia passione da bambino con il percorso fatto con l’Atalanta. Ha portato Bergamo nel mondo, è un grande orgoglio”.

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