La rottura tra Fabio Grosso e la Fiorentina è diventata definitiva. Il club ha esonerato l’allenatore al termine di un periodo di forte attrito, le cui radici non risiedono solo nei risultati negativi ma in profonde divergenze sulla costruzione della rosa e sulla competitività della squadra.
Le visioni differenti sono emerse in modo chiaro durante il mercato estivo. Grosso puntava a replicare un modello di gioco basato sul 4-3-3 e aveva richiesto un mediano con caratteristiche precise, simile a un profilo come Nemanja Matic, per dare equilibrio. Il principale obiettivo, Hojbjerg del Marsiglia, non è però arrivato. L’allenatore ha nutrito perplessità anche sugli altri acquisti, come esterni più inclini a convergere che a crossare e l’arrivo di Mastantuono, un profilo di qualità ma non adatto al suo sistema.
I dubbi si estendevano al reparto difensivo, giudicato troppo vulnerabile. L’acquisto di Dragusin, reduce da un periodo di scarso impiego al Tottenham, e la giovane età del brasiliano Viery non offrivano, secondo il tecnico, garanzie di solidità immediata. Grosso ha anche valutato il passaggio alla difesa a tre per arginare i gol subiti, un’opzione tattica che tuttavia non ha mai messo in pratica.
Il crescente malcontento sarebbe culminato in un confronto diretto con il direttore sportivo Fabio Paratici. Secondo le ricostruzioni, Grosso avrebbe manifestato la sua impossibilità a proseguire, pronunciando la frase “Se mi vuoi bene, esonerami” e definendo la rosa difficilmente allenabile. Questa posizione era in netto contrasto con le sue dichiarazioni pubbliche post-Torino, in cui aveva escluso le dimissioni.
La situazione è precipitata quando l’allenatore avrebbe comunicato di non volersi presentare alla ripresa degli allenamenti. La dirigenza, che inizialmente intendeva confermarlo fino alla sosta, ha atteso invano le dimissioni per poi procedere con l’esonero. Un segnale del clima teso è stato il silenzio dei giocatori, che non hanno dedicato alcun messaggio pubblico al tecnico.
La vicenda non è conclusa. I legali della Fiorentina stanno valutando se esistano gli estremi per un’azione disciplinare e contrattuale per inadempienza. Se il club decidesse di procedere, potrebbe avviare un iter che, in caso di successo, porterebbe a un licenziamento per giusta causa. Questo consentirebbe alla società di risparmiare l’ingaggio del tecnico, sotto contratto fino al 2028 per circa 1,2 milioni di euro netti a stagione.






