La sconfitta della Juventus sul campo del Sassuolo è stata più pesante per il modo in cui è arrivata che per i tre punti persi. Il ko al Mapei Stadium ha evidenziato una grande confusione in casa bianconera, sia in campo sia in panchina, in una serata che ha visto il maestro Spalletti perdere contro l’allievo Aquilani.
Sebbene la formazione iniziale fosse quasi obbligata dalle numerose assenze per infortunio, soprattutto a centrocampo, sono stati i cambi e la gestione della partita a destare perplessità. Le decisioni di Spalletti nel corso del match hanno inciso profondamente sull’esito finale.
L’ingresso di Zhegrova si è rivelato azzeccato, data la doppietta realizzata dal kosovaro, ma ha lasciato dubbi l’uscita contemporanea di Conceicao e Nico Gonzalez. Molti si sarebbero aspettati la sostituzione di Kolo Muani, apparso ancora una volta un fantasma in campo. Spalletti ha però insistito, spiegando nel dopo partita di voler continuare a concedere fiducia all’attaccante francese.
La gestione dei minuti conclusivi è stata l’emblema della serata. Dopo aver agguantato il pareggio per due volte, la seconda oltre il 90′, la logica avrebbe suggerito di amministrare il risultato per portare a casa un punto prezioso. Invece, come ha ammesso lo stesso allenatore, la squadra è stata incitata a cercare il 3-2.
Un’ambizione che i giocatori hanno forse preso troppo alla lettera. Giocare sempre per vincere è un principio lodevole, ma in quel contesto si è rivelato un errore fatale. Le praterie lasciate al Sassuolo in contropiede al 94′, in trasferta, non sono state un atteggiamento da grande squadra e hanno sollevato interrogativi sulla gestione del materiale tecnico a disposizione. Anche i giocatori più esperti, a partire dal capitano Bremer, hanno condiviso la responsabilità di questa ingenuità.
La serata si è chiusa in modo paradossale. Mentre gli attaccanti bianconeri come Kolo Muani e Woltemade non sono riusciti a segnare, a castigare la Juventus è stato l’ex Adzic, in prestito proprio al Sassuolo. Un destino beffardo che si unisce alle buone prestazioni di altri giocatori che hanno lasciato Torino e che ora trovano il gol altrove: da Vlahovic a Openda, passando per Licina e persino David, che ha segnato la sua prima rete con la maglia dell’Atletico Madrid.







