L’amarezza per una sconfitta inattesa ha trovato voce nelle parole del portiere bianconero, Guglielmo Vicario, che al termine della partita persa per 3-2 contro il Sassuolo ha analizzato con lucidità le cause del passo falso.
Intervenuto ai microfoni dei cronisti, il numero uno ha espresso un sentimento di profondo rammarico, sottolineando come la squadra abbia smarrito la rotta proprio quando la partita sembrava aver preso una piega favorevole. “C’è grande amarezza, perché la partita era girata a nostro favore”, ha dichiarato, evidenziando una rabbia dettata dalla consapevolezza di aver gettato al vento una grande opportunità.
Il punto cruciale della sua analisi è stato il concetto di “equilibrio”. Secondo il portiere, la frenesia di cercare la vittoria a tutti i costi, un obbligo che un club come la Juventus sente costantemente, ha finito per disunire la squadra. “Si è perso equilibrio e in settimana se ne era parlato tanto”, ha confidato, rivelando come il tema fosse già stato al centro delle discussioni tecniche. Questa mancanza di compattezza ha aperto varchi fatali per le incursioni avversarie.
L’analisi si è fatta poi più specifica, con una critica diretta alla gestione difensiva in occasione di due delle reti subite. “La Juventus non può subire due gol in questo modo”, ha sentenziato con fermezza. Ha insistito sulla necessità di essere più calmi, lucidi e organizzati, perché le qualità tecniche della rosa avrebbero comunque permesso di creare occasioni da gol senza bisogno di forzature rischiose che compromettono l’intera struttura tattica.
Stimolato sulla questione delle assenze, in particolare quella del capitano Locatelli, l’estremo difensore ha riconosciuto l’importanza del compagno, definendolo un giocatore fondamentale per il gruppo. Tuttavia, ha immediatamente chiuso la porta a ogni possibile giustificazione. “Non possiamo nasconderci dietro gli alibi delle assenze”, ha affermato con maturità, assumendosi, a nome della squadra, la piena responsabilità della prestazione e del risultato.
La sua riflessione si è ampliata al tema della gestione dei momenti della partita, un’abilità che le grandi squadre devono padroneggiare. “Bisogna avere più equilibrio e gestione dei momenti. Bisogna capire che si può segnare anche all’ultimo secondo, ci vuole solo un po’ più di attenzione”, ha spiegato. Un richiamo alla pazienza e alla concentrazione, virtù che sono mancate nel finale concitato del match.
In conclusione, il messaggio lanciato è stato costruttivo e proiettato al futuro. “Da domani bisogna voltare pagina”, ha concluso. La delusione e la rabbia devono essere metabolizzate rapidamente e trasformate in energia positiva. La lezione è stata impartita: per vincere, la qualità da sola non basta; servono equilibrio, intelligenza tattica e una gestione impeccabile dei novanta minuti.







