Sconfitta per 3-2, Spalletti: ‘Colpa mia, li ho spinti’

31
Cronache sport calcio
Cronache sport calcio

Luciano Spalletti ha analizzato con lucidità la sconfitta per 3-2 subita dalla sua squadra. Con il suo consueto tono pacato ma deciso, il commissario tecnico non ha cercato alibi e ha puntato il dito contro le scelte tattiche che hanno determinato il risultato negativo, assumendosene la piena responsabilità.

Il momento cruciale della partita è arrivato nei minuti di recupero, quando la squadra, nel tentativo di segnare il gol della vittoria, ha perso completamente l’equilibrio e ha subito un contropiede letale. “Sono stato io a stimolare i giocatori ad andare a vincere la partita nel finale, quando eravamo in parità”, ha ammesso Spalletti. “Forse hanno eseguito troppo alla lettera”.

L’allenatore ha poi approfondito l’errore tattico. “La sconfitta brucia perché potevamo anche vincerla, ma la squadra ha perso gli equilibri e un po’ la ragione, attaccando con otto calciatori. È una cosa che non deve succedere. Dietro bisogna rimanere almeno in parità numerica per gestire eventuali ripartenze”.

L’analisi si è poi spostata sui singoli. Nonostante il risultato, il tecnico ha riconosciuto i meriti di Edon Zhegrova, autore di una prestazione che ha tenuto in vita la squadra. “Zhegrova ha questa qualità, è imprevedibile quando crea gli uno contro uno nello stretto”, ha dichiarato Spalletti. “Se imposti una partita offensiva, lui è un giocatore incredibile, anche se magari non ha la stessa qualità nel ripiegare in fase difensiva”.

Il commento sulla prestazione è stato incentrato anche sulla fase difensiva generale. “Non siamo stati aggressivi quando abbiamo tentato di recuperare palla in alto. Invece di scappare all’indietro per coprire il campo, siamo rimasti alti, lasciando degli spazi. Abbiamo delle responsabilità, è un aspetto su cui dobbiamo migliorare”.

Infine, una riflessione sulla fase offensiva e sul centravanti Randal Kolo Muani. “Dobbiamo giocare di più su di lui. Quando gli avversari marcano a uomo, bisogna appoggiarsi alla prima punta per far salire la squadra. Lo abbiamo fatto poche volte”, ha concluso Spalletti. “Anche se in alcuni casi lui stesso deve essere più cattivo e determinato, questo è vero”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome