Camorra, smantellata la rete di spaccio del clan Petrone-Puccinelli: 31 arresti all’alba nel Rione Traiano

111

NAPOLI – Un’altra notte di sirene e lampeggianti squarcia il silenzio della periferia occidentale di Napoli. Dalle prime, gelide luci dell’alba di oggi, 16 settembre 2026, è in corso una vasta operazione anticamorra che mira a infliggere un colpo durissimo a una delle più attive piazze di spaccio della città. I Carabinieri del Nucleo Operativo di Napoli Bagnoli, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia (D.D.A.) partenopea, stanno eseguendo una misura cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli nei confronti di 31 persone.

 

Le manette sono scattate in un’azione simultanea e capillare che ha interessato i quartieri di Rione Traiano, Pianura e Fuorigrotta, aree da tempo sotto la lente degli investigatori per la pervasiva influenza della criminalità organizzata. Gli indagati, secondo la Procura, sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti. Un’accusa pesantissima, resa ancora più grave dalla contestazione del metodo mafioso e della finalità di agevolare l’organizzazione camorristica denominata clan PETRONE/PUCCINELLI.

L’operazione odierna rappresenta il culmine di una complessa e articolata attività investigativa, fatta di intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti e riscontri sul campo, che ha permesso di ricostruire l’organigramma e le dinamiche interne del gruppo criminale. Il clan Petrone-Puccinelli, la cui roccaforte è storicamente radicata nel Rione Traiano, nel cuore del quartiere Soccavo, avrebbe gestito per anni un imponente flusso di droga, principalmente cocaina e hashish, trasformando intere aree residenziali in veri e propri supermarket dello spaccio a cielo aperto, attivi 24 ore su 24.

L’inchiesta anticamorra

Il “metodo mafioso”, contestato dagli inquirenti, si sarebbe manifestato attraverso la sistematica intimidazione dei residenti, l’uso della violenza per regolare i conti con gruppi rivali e la ferrea imposizione del controllo sul territorio, creando un clima di omertà e paura. I proventi del narcotraffico, secondo l’ipotesi accusatoria, non servivano solo ad arricchire i vertici del sodalizio, ma costituivano la linfa vitale per sostenere l’intera struttura camorristica: dal pagamento degli “stipendi” agli affiliati e alle loro famiglie, fino all’acquisto di armi e al sostentamento dei detenuti. L’aggravante della finalità di agevolare il clan è, dunque, il perno dell’intera inchiesta, che inquadra lo spaccio non come un semplice reato, ma come il motore economico dell’organizzazione mafiosa.

L’operazione contro i Petrone-Puccinelli

L’operazione ha visto l’impiego di decine di militari, che hanno cinturato le aree interessate per procedere alle catture e alle perquisizioni domiciliari. Si attendono ora ulteriori dettagli, che saranno svelati nel corso della conferenza stampa indetta per le ore 10:30 di questa mattina. Sarà lo stesso Procuratore della Repubblica di Napoli, presso gli uffici della Procura, a illustrare i particolari dell’indagine, i ruoli dei singoli arrestati e il volume d’affari della piazza di spaccio smantellata. Un colpo che, nelle intenzioni degli inquirenti, mira a decapitare i vertici e a disarticolare la rete operativa di uno dei clan più radicati e pericolosi dell’area flegrea.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome