NAPOLI – Omicidi nella faida di Scampia: arriva la sentenza per due ex boss degli Scissionisti e un collaboratore di giustizia. Il gip di Napoli ha condannato in abbreviato Enzo Notturno, Gennaro Marino e il pentito Rosario Pariante per gli omicidi Avolio e Tancredi risalenti al 2000 e 2001. Notturno ha incassato 18 anni e 8 mesi per il delitto Avolio, mentre per Marino è arrivata una condanna a 22 anni di reclusione per entrambi i fatti di sangue. Sconto di pena per l’ex collaboratore di giustizia Pariante, condannato a 8 anni; novanta giorni fissati per il deposito delle motivazioni della sentenza. Riavvolgiamo il nastro. Ieri mattina il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli ha pronunciato questa mattina una sentenza d’impatto sul fronte giudiziario nell’area nord, chiudendo il processo con rito abbreviato per due storici omicidi maturati nel contesto dei clan di Scampia. Sul banco degli imputati tre figure di primo piano: Gennaro Marino, noto come “Genny McKay”, ritenuto fondatore dell’omonimo gruppo delle Case Celesti, Enzo Notturno, esponente del clan del Lotto G; e Rosario Pariante, oggi collaboratore di giustizia.
Le vicende al centro del dibattimento riguardano due fatti di sangue risalenti a oltre vent’anni fa: l’assassinio di Vincenzo Avolio, consumato a Melito nel 2000, e l’agguato mortale ai danni di Giuseppe Tancredi, perpetrato nel 2001 lungo via Limitone di Arzano. Secondo la ricostruzione formulata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, Notturno avrebbe avuto il ruolo di guidare lo scooter utilizzato per raggiungere il luogo dell’esecuzione di Avolio a Melito. Per quanto concerne l’omicidio Tancredi, la tesi accusatoria ipotizzava che Marino avesse consegnato l’arma a Notturno, sebbene l’esecutore materiale sia poi risultato essere un soggetto non ancora mai identificato a bordo di un’autovettura, ragione per cui Notturno non ha risposto di questo secondo fatto delittuoso.
Il quadro accusatorio a carico di Gennaro Marino formulava la contestazione di entrambi gli agguati con l’aggravante della premeditazione, condizione che lo esponeva al concreto rischio della pena dell’ergastolo. Tuttavia, la linea difensiva sostenuta dagli avvocati Luigi Senese e Lucia Boscaino è riuscita a incidere in maniera determinante sull’esito della pena finale, ottenendo dal giudice il riconoscimento della continuazione tra i due delitti, profilo giuridico che il pubblico ministero aveva invece escluso nella propria requisitoria. All’esito della camera di consiglio, Marino è stato dunque condannato alla pena di 22 anni di reclusione, evitando il carcere a vita.
Per Enzo Notturno, assistito dall’avvocato Luigi Ferro e ritenuto responsabile del solo delitto Avolio, il Gup ha disposto una condanna a 18 anni e 8 mesi di carcere. Beneficio ed entità minima della sanzione sono stati accordati a Rosario Pariante, condannato a 8 anni di reclusione, in virtù dello status di collaboratore di giustizia e del contributo offerto alle ricostruzioni investigative. Il verdetto chiude un importante capitolo processuale relativo ai complessi assetti che precedettero la prima faida di Scampia tra i Di Lauro e il cartello degli Scissionisti. Per il deposito delle motivazioni che hanno determinato il calcolo delle pene e le decisioni del collegio, il magistrato ha fissato un termine di novanta giorni.













