Ferrari a Imola: test Pirelli per le gomme del 2027

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Cronache sport formula1
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La Scuderia Ferrari ha completato una sessione di test a Imola, dedicata allo sviluppo degli pneumatici Pirelli per la stagione 2027. L’attività ha visto alternarsi al volante i piloti titolari del team.

Nella prima delle due giornate programmate, Charles Leclerc e Lewis Hamilton hanno condiviso il lavoro in pista, percorrendo un totale di 127 giri. Le prove si sono svolte in condizioni di caldo intenso, con la temperatura dell’asfalto che ha raggiunto i 50 gradi.

Hamilton ha guidato al mattino per 64 giri, con un miglior tempo di 1’19’’485. Nel pomeriggio è subentrato Leclerc, che ha percorso 63 tornate e ha migliorato il riferimento cronometrico in 1’18’’832. Il lavoro si è concentrato sulle mescole più morbide della gamma: C3, C4 e C5.

Parallelamente, Ferrari ha svolto un test TPC (Testing of Previous Cars) con una SF-25, la monoposto della stagione precedente, affidata ai giovani Rafael Camara e Arthur Leclerc. Il programma proseguirà con Antonio Giovinazzi, mentre in pista scenderà anche la Racing Bulls con Arvid Lindblad e Liam Lawson.

I dati raccolti potrebbero assumere un valore strategico se il Mondiale dovesse concludersi proprio a Imola. In tal caso, Ferrari e Racing Bulls partirebbero con un vantaggio informativo, sebbene un precedente simile a Madrid non avesse garantito un risultato di vertice.

Questa attività proiettata al futuro si inserisce in un momento complesso per la scuderia nel campionato attuale. La Ferrari deve infatti difendere il secondo posto costruttori dalla rimonta della McLaren, apparsa in grande forma nelle ultime gare.

Nelle ultime quattro corse, il vantaggio della Rossa sulla scuderia di Woking si è ridotto da 90 a 52 punti. Nello stesso periodo, la McLaren ha ottenuto tre pole e due vittorie, mentre la Ferrari non è riuscita a salire sul podio. Di conseguenza, nella classifica piloti Lando Norris ha superato Charles Leclerc.

Le difficoltà sembrano legate alla performance della monoposto SF-26. Gli aggiornamenti tecnici portati a Zandvoort e Monza non hanno prodotto il salto di qualità atteso rispetto ai rivali. La situazione potrebbe essere influenzata anche da un futuro aggiornamento della power unit Mercedes, che equipaggia la McLaren.

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