Il Milan è tornato a disputare una competizione europea dopo 575 giorni di assenza. Per la sfida di Europa League contro il Benfica, l’allenatore Rúben Amorim ha però pianificato un ampio turnover, lasciando a riposo diversi titolari.
Nella ricca bacheca internazionale del club rossonero, che include diciotto trofei, manca proprio l’Europa League. Il Milan non ha mai vinto questa competizione, raggiungendo al massimo le semifinali nel 1972 e nel 2002. L’occasione sembra propizia, considerando anche che la vittoria del torneo garantisce l’accesso alla Champions League successiva, un traguardo non scontato tramite il piazzamento in campionato.
Nonostante l’attesa di oltre 65mila spettatori a San Siro, le indicazioni suggeriscono che Amorim schiererà una formazione rimaneggiata. Giocatori chiave come Gila, Rabiot, Moreira e Pulisic dovrebbero partire dalla panchina, una scelta dettata probabilmente dall’imminente impegno di campionato contro il Lecce.
La scelta ha sorpreso, dato il prestigio della sfida. Milan e Benfica si sono affrontate in due finali di Coppa dei Campioni, entrambe vinte dai rossoneri: nel 1963 a Wembley e nel 1990 a Vienna. Un altro legame storico è rappresentato da Rui Costa, ex fuoriclasse del Milan vincitore della Champions nel 2003 e attuale presidente del club portoghese.
Il turnover appare ancora più rischioso di fronte alla forza del Benfica. La squadra di Lisbona è seconda nel campionato portoghese, a due punti dal Porto, e vanta il miglior attacco con 21 gol in sei partite. Il loro centravanti, Vangelis Pavlidis, ha già realizzato 14 reti stagionali tra campionato e coppe. Tuttavia, anche il Benfica potrebbe optare per una formazione alternativa, essendo atteso dalla sfida al vertice contro il Porto nel fine settimana.
Per il Milan, l’attesa è tutta per Gonçalo Ramos, ex del Benfica, da cui ci si aspetta una reazione dopo un avvio di stagione difficile. L’attaccante, costato 70 milioni, ha dichiarato che non esulterà in caso di gol per rispetto verso la sua ex squadra. Spazio dunque ai giovani talenti che agiranno alle sue spalle: l’anglo-giamaicano Omari Hutchinson e l’italiano Alphadjo Cisse, quest’ultimo autore di due gol importanti contro Torino e Juventus. La speranza è che la loro freschezza possa creare occasioni da gol e dare vivacità alla manovra offensiva.
La partita rappresenterà un banco di prova importante per verificare l’efficacia delle idee di gioco di Amorim, finora espresse in modo altalenante. Per una squadra con la storia europea del Milan, dimostrare di poter competere su più fronti è fondamentale, anche quando si ricorre a un profondo turnover.











