La Federcalcio italiana si trova di nuovo di fronte all’ipotesi di un commissariamento. La questione è nata da una relazione del procuratore generale dello Sport, Ugo Taucer, incentrata sul mancato tesseramento di Giovanni Malagò.
Il documento, presentato in Giunta CONI da Luciano Buonfiglio, ha evidenziato una violazione dei principi fondamentali dello sport. Secondo la procura, il possesso di un valido tesseramento è un requisito indispensabile per la candidabilità e l’eleggibilità, principio che la FIGC non avrebbe applicato.
Le criticità sollevate sono due: la mancata armonizzazione dello Statuto della Federcalcio con i principi guida del Comitato Olimpico e la conseguente vidimazione irregolare della candidatura di Malagò. “Il Coni, in quanto ente pubblico, è ora tenuto a effettuare gli opportuni approfondimenti giuridici”, ha dichiarato Buonfiglio, aggiungendo di aver dato al presidente Malagò la possibilità di esporre il suo punto di vista.
Presente in qualità di membro CIO, Malagò ha spiegato brevemente la sua posizione alla Giunta. Ha insistito sull’unicità dei requisiti di candidabilità richiesti dalla Federcalcio, l’unica federazione a pretendere l’accredito da una delle sue componenti come garanzia di appartenenza al mondo del calcio.
Questo elemento, unito all’ambiguità di un articolo dello statuto che richiede di essere “in regola con il tesseramento”, sembrava poter compensare l’assenza di una tessera fisica. La Giunta CONI valuterà nelle prossime settimane se la violazione contestata da Taucer sia così grave da rientrare tra le “accertate gravi violazioni dell’ordinamento sportivo”.
Solo in questo caso il Comitato Olimpico potrà procedere con il commissariamento. “Non abbiamo fretta, perseguiamo la certezza del diritto”, ha precisato Buonfiglio, annunciando che la valutazione sarà affidata a “giuristi di chiara fama” per garantire l’imparzialità della decisione.
Sullo sfondo rimane una possibile regia politica, più volte evocata da Malagò. A questa ha fatto riferimento anche l’ex presidente federale Gabriele Gravina, definendo “assurdo” anche solo pensare a un commissariamento e chiedendo più rispetto per la FIGC.
Il governo, e in particolare il ministro Andrea Abodi, osserva la situazione con attenzione. Abodi non ha mai nascosto di ritenere necessario un commissario per avviare una vera ripartenza del sistema calcio, ma un passo falso esporrebbe il CONI a un rischio che la Giunta non vuole correre.
Buonfiglio ha concluso con alcune riflessioni sull’importanza del rispetto delle regole. “In un mondo in cui si sta un po’ allentando il rispetto per le regole, lo sport sta tenendo ancora duro”, ha sottolineato, evidenziando la necessità di coerenza per dare il buon esempio ai giovani.









