Giovanni Malagò, presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, ha rotto il silenzio riguardo le polemiche sul suo tesseramento, una vicenda che ha sollevato dubbi sulla regolarità della sua candidatura alla presidenza federale. Il numero uno di via Allegri ha espresso profonda amarezza per gli attacchi ricevuti, definendoli ingiusti e provenienti da una cerchia inaspettata.
“È una situazione complessa, ho subito attacchi dal fuoco amico”, ha dichiarato Malagò, sottolineando l’origine delle critiche. Ha poi precisato che queste sono arrivate “da persone che hanno avuto non solo la mia amicizia, ma anche il mio supporto”. Queste parole rivelano un sentimento di tradimento personale che va oltre la normale dialettica politica e istituzionale, aggiungendo un livello di amarezza alla vicenda.
Nonostante la delusione, il presidente della FIGC ha mostrato una ferma determinazione a non lasciarsi abbattere dalle difficoltà. “Affronterò anche questa partita a testa alta”, ha affermato, ribadendo la sua intenzione di proseguire nel suo mandato con la stessa tenacia dimostrata fin dai primi mesi. Per Malagò, queste prove fanno parte del percorso: “Fa parte della vita, guardiamo avanti con fiducia”.
Il “caso tesseramento” al centro delle polemiche riguarda le modalità con cui il presidente ha ottenuto l’iscrizione a una società dilettantistica, requisito formale indispensabile per potersi candidare alla guida della Federcalcio. Le contestazioni hanno messo in discussione la tempistica e la validità di tale iscrizione, aprendo un fronte di scontro istituzionale e mediatico che ha richiesto chiarimenti e verifiche.
La vicenda ha inevitabilmente generato un clima di tensione attorno alla Federazione, già impegnata su altri dossier complessi. Malagò ha ammesso di non aver previsto un percorso così irto di ostacoli al momento della sua elezione. “Non mi aspettavo una situazione così difficile”, ha confidato, aggiungendo però di essere “fiducioso per natura, altrimenti sarei un autolesionista e non mi sarei avventurato in questa nuova partita”.
La reazione del presidente federale delinea quindi un doppio binario emotivo e strategico. Da un lato, l’amarezza per le critiche percepite come personali e sleali; dall’altro, la consapevolezza del proprio ruolo istituzionale e la volontà di superare ogni avversità. Malagò ha scelto di condividere pubblicamente la sua frustrazione, ma al tempo stesso ha voluto inviare un messaggio di forza e stabilità, confermando che intende rimanere saldamente al timone della Federazione.








