Milan, esordio da incubo: Amorim affonda col Benfica

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Cronache Mercato
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Il Milan ha deluso le aspettative all’esordio europeo, smentendo le promesse di un gioco dominante e vincente fatte dalla dirigenza e dal tecnico. La squadra ha fallito il primo appuntamento internazionale della stagione, perdendo in modo netto contro il Benfica nella prima giornata di Europa League. Un risultato che stride con la gloriosa storia del club contro la stessa avversaria.

La prestazione è stata negativa a livello collettivo e individuale. Maignan è apparso incerto sul primo gol e non ha potuto fare nulla sul secondo. La difesa ha mostrato evidenti difficoltà, con un Terracciano macchinoso nel primo tempo, poi sostituito da un più efficace Gila. De Winter è stato impreciso per tutta la partita, mentre Pavlovic ha dimostrato impegno senza però riuscire a incidere.

Il centrocampo è stato il reparto più in sofferenza. La linea a quattro scelta in avvio, composta da Chukwueze, Musah, Jashari e Bartesaghi, ha faticato a creare gioco e a contenere gli avversari. Il Benfica ha costruito la sua vittoria proprio in quella zona del campo, sovrastando i rossoneri con maggiore qualità e organizzazione.

Le prestazioni dei singoli centrocampisti sono state al di sotto delle attese: Chukwueze troppo frenetico, Musah solo volenteroso, Jashari compassato e Bartesaghi ancora acerbo per certi palcoscenici.

Anche il reparto avanzato non ha brillato. Gonçalo Ramos, l’acquisto più oneroso, è stato quasi un fantasma in campo, toccando pochissimi palloni e non risultando mai pericoloso. L’attaccante portoghese non è stato servito adeguatamente dai compagni. Hutchinson è sembrato a disagio e inconsistente, mentre il giovane Cissé ha fornito un contributo marginale.

I cambi decisi da Amorim nella ripresa non hanno invertito la rotta. Pulisic ha provato a scuotere la squadra con un paio di iniziative personali, vanificate però dal raddoppio degli avversari. Moreira non ha ripetuto l’impatto positivo visto contro la Lazio, e Saelemaekers ha portato più foga che lucidità. L’ingresso di Rabiot nel finale ha dato un po’ di vigore, ma è arrivato quando la partita era ormai compromessa.

L’analisi della partita è impietosa e punta il dito contro le scelte iniziali dell’allenatore. La delusione tra i tifosi è palpabile e la posizione del tecnico appare già sotto esame. A rendere il quadro più complesso, la presenza in tribuna di Antonio Conte, una figura che inevitabilmente alimenta speculazioni e accende i pensieri del mondo milanista.

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