Milan, Saelemaekers: ‘Senza grinta, non ci sono scuse’

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Cronache Mercato
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Il Milan ha incassato una sconfitta nell’amichevole di prestigio contro il Benfica, un test importante nel percorso di preparazione estiva. Al termine della partita, la delusione era palpabile, ma è stata l’analisi lucida e autocritica di Alexis Saelemaekers a fare il punto sulla prestazione della squadra rossonera.

Intervenuto ai microfoni dei media al fischio finale, l’esterno belga, rientrato alla base dopo l’esperienza in prestito, non ha cercato alibi per il risultato negativo. Ha invece individuato con precisione il problema principale che ha afflitto la squadra durante i novanta minuti.

«Penso che questa sia una competizione a parte, l’abbiamo preparata bene, ma forse è mancata la grinta in campo», ha esordito il giocatore, andando dritto al cuore della questione. Le sue parole suggeriscono che, al di là degli schemi tattici studiati in settimana, sia venuto meno l’atteggiamento agonistico, quella fame di vittoria che deve caratterizzare il Milan in ogni occasione.

La preparazione strategica, quindi, non è bastata a sopperire a un evidente calo di intensità e determinazione. «Adesso dobbiamo vedere con calma cosa non è andato, così poi da ripartire per non commettere gli stessi errori», ha proseguito, delineando un percorso di analisi che il gruppo dovrà intraprendere per farsi trovare pronto per gli impegni ufficiali.

Saelemaekers ha poi posto l’accento su un concetto fondamentale: l’identità e il peso della maglia che indossa. La storia del club impone un livello di responsabilità che non ammette giustificazioni. «Penso che nel primo tempo le squadre si studiano, poi ovviamente non abbiamo scuse e siamo il Milan, dobbiamo fare gol».

Questo richiamo all’orgoglio è un messaggio forte rivolto a tutto lo spogliatoio. Indossare i colori rossoneri significa avere l’obbligo morale di lottare su ogni pallone e di cercare la vittoria fino all’ultimo istante. «Non dobbiamo ripetere questi errori nelle prossime partite», ha ribadito con fermezza.

Passando a un piano più personale, l’esterno ha parlato del suo futuro e del modo in cui intende conquistarsi la fiducia dello staff tecnico. La sua ricetta è semplice e si basa su un unico, fondamentale ingrediente: il lavoro. «Lavorando, posso convincere l’allenatore. Questa è l’unica parola che posso dire per far vedere che merito il posto», ha dichiarato.

Infine, ha voluto riportare l’attenzione sull’obiettivo collettivo, mettendo il bene della squadra davanti alle ambizioni individuali. «La cosa più importante è il gruppo, fare punti e vincere». Un monito che chiude il cerchio: la crescita personale passa inevitabilmente attraverso il successo del collettivo, unica vera priorità.

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