Vasilije Adzic sta vivendo un momento di grande forma con la maglia del Sassuolo. Sotto la guida di Vincenzo Aquilani, il centrocampista montenegrino ha iniziato la stagione da protagonista, evolvendo il suo ruolo da trequartista puro a mezzala con spiccate doti offensive, mettendo in mostra tutto il suo potenziale.
Il culmine di questo avvio di campionato è arrivato con il gol segnato contro la Juventus, club che ne detiene ancora il cartellino. Una partita che il giocatore ha atteso con grande trepidazione. Ha rivelato di averla considerata un chiodo fisso, pensandoci ogni giorno per dimostrare le sue qualità. Sentiva che qualcosa di speciale era nell’aria e l’idea della rete era una presenza costante nella sua mente.
Realizzare quel gol è stato qualcosa di strano e speciale. Ha raccontato di aver rivisto l’azione moltissime volte e di non aver praticamente dormito quella notte, a causa di un misto di adrenalina ed emozione che lo ha tenuto sveglio. L’esperienza è stata resa ancora più significativa dal fatto di aver giocato per due anni con la maglia bianconera.
Prima dell’incontro, c’è stato anche un incoraggiante scambio con Luciano Spalletti. Il commissario tecnico della Nazionale, dopo aver salutato Aquilani, si è avvicinato per fargli i complimenti per l’ottimo inizio di stagione, un gesto che il giovane ha apprezzato enormemente.
Guardando al suo percorso, Adzic ha espresso una riflessione sul suo passato a Torino. Ha ammesso che forse avrebbe meritato più spazio o almeno così sperava, pur sottolineando che le decisioni non spettavano a lui. La scelta di trasferirsi al Sassuolo è nata proprio dalla necessità di giocare con continuità per dimostrare il proprio valore. Ha definito questa decisione come la più sensata per la sua carriera.
L’interesse del club emiliano non era nuovo. Il Sassuolo lo seguiva già da gennaio e ha insistito anche in estate. A fare la differenza è stato un dettaglio decisivo: il direttore Giovanni Rossi si è recato personalmente a Torino per parlargli e organizzare una videochiamata con mister Aquilani. In quell’occasione, il tecnico gli ha illustrato chiaramente il progetto e il ruolo che avrebbe ricoperto, rendendo la scelta molto semplice. Un gesto che ha colpito profondamente il giocatore.
Ora il suo obiettivo è dare tutto per la nuova maglia, sentendo la piena fiducia dell’ambiente. Sul suo ruolo in campo, si definisce un numero 8 o un 10, con una preferenza per la posizione di trequartista, ma ha concluso citando il suo allenatore: è il coraggio che fa il ruolo.










