Un’anonima agendina, rinvenuta su un treno della tratta Lecce-Torino, ha scatenato un caso mediatico. Gli appunti contenuti all’interno, apparentemente scritti da un allenatore in attesa di una nuova panchina, sono stati inizialmente attribuiti ad Antonio Conte, spingendo le autorità a effettuare le opportune verifiche.
Le pagine del presunto diario hanno rivelato una serie di riflessioni su diverse opportunità professionali. In una nota datata 16 settembre, l’autore commentava una partita del Milan, citando una vecchia frase di Ibrahimovic sulla necessità di un “allenatore e non un manager”. Il testo esprimeva apprezzamento per la rosa rossonera, con un paragone tra Musah e un giovane Giaccherini, e sottolineava il fascino di poter allenare Milan, Juventus e Inter, definendo “senza prezzo” la possibilità di battere l’Inter di Marotta nel derby.
Il giorno successivo, 17 settembre, il focus si spostava sulla Juventus. I pensieri descrivevano lo Stadium come “la mia casa” e i tifosi come “il mio popolo”, esprimendo un forte legame con il club bianconero. L’autore mostrava grande fiducia nella propria capacità di valorizzare l’attacco della squadra, citando come esempi i successi ottenuti in passato con Zaza e Pellè in Nazionale.
Il diario conteneva anche riferimenti ad altri contesti. Una nota del 19 settembre riportava un presunto contatto con il generale Vannacci per una candidatura politica, prontamente declinata per concentrarsi sul calcio. Pochi giorni dopo, il 21 settembre, veniva descritto un incontro in barca con Aurelio De Laurentiis per discutere di un possibile ritorno al Napoli, con riflessioni critiche sulla gestione successiva al suo scudetto e sulla sfida di ripetersi.
Le annotazioni proseguivano fino a ottobre. Una cena a Roma con il presidente del CONI, Giovanni Malagò, veniva menzionata in relazione a un’eventuale successione sulla panchina della Nazionale. Seguivano appunti su un possibile ritorno al Tottenham e, in una nota più surreale, un pranzo a Maranello dove l’autore ipotizzava di assumere la guida tecnica della Ferrari, a patto di avere a disposizione risorse adeguate, metaforicamente definite “l’acquisto di Kimi”.
Nonostante la ricchezza di dettagli e la verosimiglianza di alcune riflessioni, le indagini hanno portato a una conclusione netta. Gli inquirenti hanno stabilito che l’agenda è un falso ben congegnato, un prodotto di fantasia creato ad arte, paragonandolo per natura all’episodio delle false teste di Modigliani che ingannarono il mondo dell’arte decenni fa.








