Inter, Moratti svela: ‘Ho provato a prendere Totti’

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Cronache Mercato
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Massimo Moratti ha aperto il libro dei ricordi in una lunga intervista concessa a La Repubblica, ripercorrendo momenti chiave della sua presidenza. Un viaggio nel tempo che ha svelato retroscena inediti e offerto spunti di riflessione sul calcio di ieri e di oggi, confermando la sua figura di presidente-tifoso, mosso da passione e da un’incrollabile fede per i colori nerazzurri.

Il racconto più clamoroso riguarda un sogno di mercato mai realizzato: portare Francesco Totti a Milano. “Dissi a Sensi che non avrei fatto storie sul prezzo”, ha rivelato l’ex patron, descrivendo un approccio diretto e senza limiti di budget per assicurarsi uno dei più grandi talenti del calcio italiano. La risposta del presidente giallorosso fu però un muro invalicabile: “Mi rispose che non se ne parlava. Si comportò da romanista, non da commerciante”. Parole che Moratti ha pronunciato con ammirazione, riconoscendo in Sensi un amore per la propria squadra superiore a qualsiasi logica economica.

Quell’operazione sfumata portò poi a un’altra trattativa con la Roma, quella per Gabriel Batistuta. “Fece solo un goal, ma è un’operazione che rifarei”, ha ammesso, sottolineando come alcune scelte vengano dettate anche dal cuore e dall’opportunità del momento, al di là del rendimento effettivo sul campo.

Un altro ricordo agrodolce è legato a Gian Piero Gasperini, la cui avventura sulla panchina nerazzurra all’inizio della stagione 2011/12 fu tanto breve quanto sfortunata. “Fu un momento difficile, lo mandai via perché non vincevamo una partita”, ha spiegato Moratti. Ha poi aggiunto un dettaglio personale sull’essersi incontrati e abbracciati tempo dopo, a testimonianza di un rispetto umano rimasto intatto. “Io non ho rancore, lui forse sì; ma sarebbe giustificato”, ha concluso con onestà, ammettendo che il contesto di una squadra a fine ciclo non aiutò il tecnico.

Lo sguardo dell’ex presidente si è poi spostato su alcuni singoli. Su Cristian Chivu, ha esaltato “il coraggio e il carattere forte”, qualità che lo hanno reso un pilastro della difesa. In un parallelo tra bomber, alla domanda “Lautaro o Milito?” non ha avuto dubbi: “Scelgo Diego, ma insieme sarebbero stati una coppia formidabile”. Un’investitura per il Principe del Triplete, pur riconoscendo il valore dell’attuale capitano.

Proiettandosi nel passato, ha immaginato due protagonisti della squadra attuale nella sua formazione dei record: “Nella mia Inter avrei voluto Barella e Dimarco, si sarebbero giocati il posto nella squadra del Triplete”. Un complimento enorme per due giocatori che incarnano lo spirito di appartenenza e la grinta che lui ha sempre apprezzato. Infine, sulla recente sconfitta con il Real Madrid, ha mostrato il suo lato combattivo: “Bisogna arrabbiarsi, perché la partita era stata preparata bene ed è stata persa per due quasi autogol”. La delusione di un tifoso che non accetta la sfortuna e vive ogni partita con la stessa intensità di sempre.

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