L’ex presidente Massimo Moratti ha concesso una lunga intervista in cui ha ripercorso la sua storia nerazzurra, analizzando la squadra attuale e confrontandola con quella del leggendario Triplete. Le sue parole hanno offerto una prospettiva unica, ricca di aneddoti e valutazioni tecniche su giocatori e allenatori.
Due calciatori dell’Inter di oggi, secondo Moratti, avrebbero trovato spazio nella sua formazione più vincente. “Avrei voluto Nicolò Barella e Federico Dimarco in quella squadra”, ha dichiarato l’ex patron. “Si sarebbero giocati il posto da titolare con chiunque”. Un’investitura importante che sottolinea la qualità raggiunta dai due pilastri della rosa attuale.
Il confronto si è poi spostato sugli attaccanti argentini, mettendo di fronte Lautaro Martínez e Diego Milito. Moratti non ha avuto dubbi: “Diego è insuperabile”. Tuttavia, ha aggiunto una nota affascinante: “Se fossero stati contemporanei, avrebbero formato una coppia formidabile”. Un’immagine che accende la fantasia dei tifosi.
Dalle icone del passato alla dirigenza del presente, l’ex presidente ha parlato anche di Beppe Marotta. “Solo lui sa se è diventato interista, ma di sicuro è un grande professionista e da tifosi non possiamo che essere contenti del suo lavoro”, ha affermato. Ha poi escluso un suo ritorno in società, spiegando la sua scelta con parole d’affetto: “Con i colori nerazzurri ho fatto la mia vita, ma non mi sarebbe sembrato giusto ricomprare il club”.
Moratti ha condiviso ricordi anche sugli allenatori. Su José Mourinho, avversario sulla panchina della Roma, ha espresso grande stima: “È sempre lo stesso, un maestro nell’impostare la partita sull’avversario. Ha un carattere forte, come Luciano Spalletti, ed entrambi sono ancora lì a combattere”. Ha inoltre ricordato Cristian Chivu, che ha conosciuto bene da giocatore, definendolo “un uomo coraggioso”.
Non sono mancati retroscena su altre figure passate per Appiano Gentile, come Gian Piero Gasperini. “Con il mister ci siamo incontrati, stretti la mano e abbracciati. Io non ho rancore, lui forse sì e sarebbe giustificato. Fu un momento sfortunato, lo mandai via perché non vincevamo una partita”.
Infine, l’ex patron ha svelato alcuni sogni di mercato del passato. Il più grande è stato Francesco Totti: “Dissi a Sensi che non avrei fatto storie sul prezzo, ma lui mi rispose che non se ne parlava. Si comportò da romanista, non da commerciante”. Un’operazione andata in porto, invece, fu quella di Gabriel Batistuta: “Fece solo un goal, ma è un’operazione che rifarei”.










