La sconfitta casalinga contro il Benfica in Europa League ha lasciato un profondo senso di amarezza in casa Milan. La delusione ha coinvolto i tifosi presenti a San Siro e la stessa proprietà, con il numero uno Gerry Cardinale che ha seguito la partita da New York. Invece di una serata di festa, l’esordio europeo si è trasformato in una prestazione deludente, lontana dalle aspettative.
Nonostante l’amarezza, la posizione del club non è in discussione. La fiducia nel tecnico Amorim è stata confermata nei contatti successivi alla partita, analizzando la situazione senza drammi. Cardinale, che rientrerà a Milano per assistere alla prossima gara, non intende rinnegare le scelte estive dopo una sola battuta d’arresto.
Amorim è stato fortemente voluto in estate per la sua filosofia di gioco: un Milan dominante, aggressivo e votato all’attacco. La proprietà ha sostenuto questo progetto con un mercato importante e un supporto costante, per cui un cambio di rotta dopo appena poche partite è stato ritenuto impensabile.
Il tecnico portoghese ha accusato il colpo. Dopo la partita è rientrato da solo a Milanello per una notte di riflessioni, consapevole della pressione e determinato a fare da scudo al gruppo. Amorim sa che per implementare le sue idee serve tempo, ma ha anche affermato che “il tempo si compra vincendo le partite”.
L’imperativo è quindi ripartire subito. La sfida contro il Lecce in campionato assume un’importanza cruciale per ritrovare serenità e allontanare le tensioni. Una vittoria permetterebbe di lavorare con più leggerezza in vista di un ciclo di partite molto impegnativo che attende la squadra rossonera.
Tra la sosta di ottobre e quella di novembre, il Milan affronterà nove partite tra Serie A ed Europa League, con cinque trasferte. Amorim dovrà trovare il giusto equilibrio tra la sua identità tattica e la necessità di ottenere risultati immediati, magari con alcuni accorgimenti temporanei per rendere la squadra più stabile.
Sono previsti cambiamenti anche nella formazione, con il possibile ritorno da titolari di giocatori come Rabiot e Pulisic, quest’ultimo definito “arrabbiato” dal tecnico per lo scarso impiego recente. L’obiettivo è restituire il sorriso alla squadra e ai tifosi, a cominciare dalla prossima partita.








