A Milanello la parola d’ordine delle ultime settimane sembra essere incertezza. Nelle scelte di formazione, negli approcci alle partite e nell’identità di gioco, la squadra ha mostrato una progressiva regressione dall’inizio della stagione, anziché una crescita. Dopo quasi un mese di campionato, i risultati tecnici, intesi come gioco e automatismi, sono venuti a mancare, al di là dei punti in classifica.
L’allenatore Ruben Amorim ha promosso un calcio offensivo e dominante, ma il continuo cambio di uomini rischia di avere effetti controproducenti. La trequarti, in particolare, è diventata un’area di sperimentazione costante: in cinque partite sono stati provati sei giocatori diversi, per un totale di cinque coppie differenti. Finora, nessuna di queste ha fornito le garanzie necessarie.
Amorim ha spiegato più volte la sua volontà di testare tutti gli elementi della rosa. Tuttavia, la trequarti rimane la zona più delicata da sistemare, poiché da lì deve nascere la fantasia per innescare l’attacco. Una volta superati i postumi dell’infortunio, Christian Pulisic diventerà una certezza nell’undici titolare. Giocherà come trequartista di sinistra a piede invertito, con libertà di svariare su tutto il fronte.
L’interrogativo principale riguarda chi lo affiancherà sulla destra. I mancini in rosa che possono ricoprire quel ruolo sono Rabiot e Hutchinson, anche se quest’ultimo, per il momento, non ha convinto. Rabiot, invece, è sembrato faticare maggiormente quando schierato in posizione avanzata. Amorim dovrà sciogliere i dubbi nel minor tempo possibile per dare stabilità alla manovra.
Analizzando gli abbinamenti, la coppia più utilizzata è stata quella formata da Loftus-Cheek e dal giovane Cisse, titolari in tre occasioni. Il primo è apparso lontano dalla sua forma migliore, mentre Cisse, autore di due gol, rappresenta una sorpresa positiva. Contro la Juventus hanno giocato Rabiot e Saelemaekers, senza brillare. Contro il Benfica, invece, la scelta è ricaduta su Cisse e Hutchinson, due giocatori che preferiscono ricevere palla sui piedi piuttosto che attaccare la profondità.
Anche a partita in corso sono state sperimentate altre soluzioni, come Hutchinson-Pulisic e Pulisic-Saelemaekers, ma con scarso successo. Un dato significativo è che Amorim non ha mai terminato una partita con i due trequartisti titolari, sostituendoli in media intorno al 59° minuto per avere energie fresche. Questa strategia, seppur comprensibile, rende ancora più difficile la creazione di automatismi.
Al Milan mancano dunque un’identità tattica definita e un undici tipo. Moreira potrebbe essere il prossimo a essere testato alle spalle di Ramos. Per ora, l’unica certezza si chiama Christian Pulisic. Per il ruolo di trequartista destro, la ricerca continua, con una preferenza per un profilo mancino come Hutchinson. L’ultima parola spetterà all’allenatore.






