Dopo quattordici anni sotto la guida di Didier Deschamps, per la nazionale francese è iniziata l’era di Zinedine Zidane. Il nuovo commissario tecnico, in carica dal primo agosto dopo un’inattività di cinque anni, ha presentato la sua prima lista di convocati. I giocatori selezionati affronteranno un ciclo di partite che include Turchia, un doppio confronto con il Belgio e la sfida contro l’Italia.
Dalla Serie A sono arrivati ben sei calciatori. Oltre ai veterani Mike Maignan e Adrien Rabiot, e alla conferma di Emmanuel Koné, la lista ha riservato alcune sorprese. Zidane ha infatti chiamato l’interista Andy Diouf e ha segnato il ritorno in nazionale del difensore Pierre Kalulu. La novità più inattesa è stata però la convocazione di Maxime Da Cunha, centrocampista del Como.
Il nuovo ct ha motivato le sue scelte, definendole “forti”. Riguardo a Da Cunha, ha dichiarato: “È un giocatore interessante, di personalità, che ho voglia di vedere all’opera con la nazionale”. Un discorso simile è valso per Kalulu, che vanta tre presenze precedenti. Su Diouf, Zidane ha spiegato il suo progetto tattico: “All’Inter gioca in un altro ruolo, ma io voglio valutarlo come terzino sinistro. È una scelta importante per un giocatore che sa stare a questo livello”.
Tra le esclusioni di rilievo spicca quella di Marcus Thuram. La sua assenza potrebbe essere legata all’inserimento di Alan Lepaul del Rennes, capocannoniere della scorsa Ligue 1. Zidane lo ha descritto come “un profilo diverso, abile negli spazi stretti che può tornarci utile”. La lista include anche altri debuttanti come Mathis Jacquet del Liverpool e il quasi esordiente Adrien Truffert del Bournemouth.
A centrocampo si è registrato il ritorno di Eduardo Camavinga, che di fatto ha preso il posto occupato da N’Golo Kanté durante l’era Deschamps. Tra gli assenti figura anche Aurélien Tchouameni, ma il ct ha fornito una giustificazione: “Ha giocato poco finora con il suo club”. Zidane ha comunque voluto rassicurare tutti, affermando che “nessuno è scalato nelle gerarchie” e che le porte della nazionale resteranno aperte.
In un’ottica di continuità, il nuovo tecnico non ha voluto imporre una rottura netta con il passato e ha confermato Kylian Mbappé nel ruolo di capitano. Zidane ha preferito non entrare nel dibattito sul Pallone d’Oro, che coinvolge anche Ousmane Dembélé, sottolineando la necessità di concentrarsi solo sulle partite. “Proverò a trasmettere ai giocatori le mie idee di gioco offensivo, anche con pochi allenamenti a disposizione”, ha aggiunto.
Il calendario riserverà a Zidane un appuntamento dal forte valore simbolico. Il 2 ottobre, la sua Francia affronterà l’Italia, l’ultima nazionale sfidata da giocatore nella finale del Mondiale 2006. Quella partita, passata alla storia per la sua espulsione e la vittoria azzurra, appartiene però al passato. Il ct ha preferito sorvolare sul ricordo, concentrandosi sull’inizio della sua nuova carriera.




