Lo stadio di San Siro si avvicina al suo centenario. La prima partita, un derby Milan-Inter terminato 3-6, si è disputata il 19 settembre 1926, inaugurando la storia di un impianto destinato a diventare un’icona globale. Progettato dall’architetto Ulisse Stacchini, la sua fama supera i confini sportivi, rendendolo uno dei monumenti italiani più riconoscibili del Ventesimo secolo.
La costruzione è iniziata nell’agosto del 1925 e si è conclusa in appena un anno. Per la sua edificazione sono stati impiegati 10.000 quintali di cemento e 1.500 di ferro. Il nome deriva da una vicina chiesetta, mentre il costo totale dell’opera è stato di 5 milioni di lire dell’epoca. Inizialmente, la struttura era composta da quattro tribune rettilinee, senza le curve di raccordo che sarebbero state aggiunte in seguito.
Nato come stadio di proprietà del Milan, nei suoi primi anni ha ospitato l’allenatore rossonero Herbert Burgess in un appartamento ricavato sotto la tribuna. L’impianto ha avuto un ruolo di primo piano anche a livello internazionale, ospitando la semifinale del Mondiale 1934 tra Italia e Austria, vinta dagli Azzurri per 1-0.
Il secondo dopoguerra ha segnato un’importante fase di crescita. Nel 1955 è stato costruito il secondo anello, portando la capienza a un nuovo livello. Due anni dopo, nel 1957, è stato installato l’impianto di illuminazione, che ha permesso di disputare le prime partite in notturna, mentre il primo tabellone elettronico è arrivato nel 1967.
Gli anni Sessanta hanno visto la consacrazione europea dell’Inter. Nel 1965 San Siro è stato teatro della finale di Coppa dei Campioni vinta dai nerazzurri contro il Benfica. La Curva Nord è diventata la casa del tifo interista, cornice di rimonte storiche come quella contro il Liverpool in semifinale nello stesso anno o la semifinale di Champions League del 2010 contro il Barcellona.
La Curva Sud è invece il cuore del tifo milanista. Gli anni Ottanta si sono aperti con l’intitolazione dello stadio a Giuseppe Meazza, per poi culminare con i successi del Milan di Arrigo Sacchi. La Sud ha fatto da sfondo a serate memorabili, come il 5-0 al Real Madrid, il derby vinto 6-0 e la semifinale di Champions del 2003, sempre contro i cugini nerazzurri.
In occasione dei Mondiali di Italia ’90, lo stadio ha cambiato nuovamente volto con l’aggiunta del terzo anello. Questa imponente struttura non è stata costruita sopra la precedente, ma appoggiata esternamente e sorretta da undici torri cilindriche in cemento armato. La sua caratteristica asimmetria è dovuta alla mancata chiusura sopra la tribuna arancio per non oscurare le abitazioni vicine.
Il campo da gioco rimane il vero centro di tutto. Un rettangolo verde che, all’interno di questa cattedrale di cemento, è stato per quasi un secolo il palcoscenico di trionfi, sfide e passioni che hanno segnato la storia del calcio.







