Benetton: Antonelli come Schumacher, ma con più sorrisi

45
Cronache sport formula1
Cronache sport formula1
Pubblicato il

In occasione della premiere del film ‘Il fuoco che ti porti dentro’ alla Mostra del Cinema di Venezia, Alessandro Benetton ha condiviso le sue riflessioni sulla Formula 1, tracciando un parallelo tra il passato glorioso e il presente del motorsport. L’ex presidente della Benetton Formula per un decennio ha offerto una prospettiva unica, legando i suoi ricordi ai nuovi talenti che animano il circus.

Al centro del suo intervento c’è stata una forte ammirazione per Kimi Antonelli, il giovane pilota italiano che sta facendo sognare gli appassionati. Benetton ha tracciato un paragone importante: “In versione diversa, mi ricorda Michael Schumacher per caparbietà e capacità di restare concentrato”. Ha poi aggiunto un dettaglio distintivo che rende Antonelli unico: “Lui lo fa con più sorrisi. Questo lo rende più simpatico e spinge tutti a tifare per lui”.

Interrogato sul potenziale del pilota, Benetton ha mostrato grande ottimismo sul suo futuro. “Secondo me è già arrivato, nel senso che ci ha dato il segnale di avere tutte le carte in regola per diventare uno dei grandi”, ha affermato. Ha poi sottolineato che, sebbene nello sport i risultati vadano dimostrati costantemente, Antonelli a soli vent’anni ha già stabilito record mai raggiunti prima, possedendo quindi tutti gli ingredienti necessari. “Mi auguro che continui a rimanere se stesso, nonostante le pressioni”, ha concluso, vedendo nella sua gestione della visibilità un segnale di possibile longevità.

Il dialogo si è poi spostato sul rapporto tra cinema e motori, con un commento sul film ‘F1’ con Brad Pitt. Benetton ha spiegato di aver apprezzato “l’aspetto umano” al centro della narrazione, pur riconoscendo la natura romanzata della trama. “È evidente che una vicenda del genere non potrebbe accadere nella realtà, però è romantica, e il romanticismo è un aspetto che nella Formula 1 esiste ancora”.

L’ex presidente ha definito Michael Schumacher il suo “mito del passato”, ma ha ricordato con affetto anche le imprese di altre leggende. “Mi ha sempre affascinato il modo in cui ogni pilota interpreta il mestiere”, ha detto, citando James Hunt, il ritorno epico di Niki Lauda, e il divertimento vissuto con Nelson Piquet e Alessandro Nannini.

Alla domanda su quale pilota meriterebbe un film, ha indicato la storia di Schumacher come “molto bella, anche se purtroppo con una parte finale triste”. Ha però sorpreso con una proposta per il futuro: “Forse mi piacerebbe vedere il film che ancora non può essere scritto: quello su Antonelli”. Infine, un aneddoto personale: ha confessato di aver imparato a guidare a tredici anni sulla 2CV della madre, mentre la sua prima auto è stata una Panda.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome