Atalanta, Sarri sprona Scalvini e Raspadori

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Cronache sport calcio
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L’ultimo impegno prima della sosta per le nazionali vedrà l’Atalanta impegnata a Torino contro la Juventus. Una partita speciale per l’allenatore Maurizio Sarri, che torna nello stadio dove ha vinto il suo ultimo scudetto da tecnico bianconero, e per il direttore sportivo Cristiano Giuntoli, per la prima volta avversario del suo ex club. Sarri ha definito la sua precedente esperienza a Torino come una pagina chiusa, un percorso difficile per motivi extra calcistici ma concluso con un titolo considerato scontato solo in apparenza.

Il tecnico si è poi concentrato sul presente e sulle prime partite alla guida della Dea, segnate da un fisiologico periodo di adattamento al nuovo sistema di gioco. “In queste prime partite ho notato una fase difensiva troppo passiva, con una linea bassa e letture errate”, ha spiegato Sarri. “Contro il Cagliari, però, il baricentro si è alzato. Vorrei vedere un atteggiamento più propositivo e che i momenti di buon gioco si estendano da 25 a 60 minuti. Non sempre è una questione di scelte, a volte i problemi ce li siamo creati da soli”.

In vista della sfida con i bianconeri, a causa di un’indisponibilità nel reparto arretrato, ci sarà spazio per Kristensen. “È arrivato con un problema fisico che si è accentuato dopo la prima partita, per cui ha svolto pochi allenamenti con il gruppo”, ha commentato l’allenatore. “Non è ancora pienamente inserito nei meccanismi, ma si tratta di un calciatore con grandi qualità individuali”.

Sarri ha poi spronato Giorgio Scalvini, da cui si attende un salto di qualità. “Ha ampi margini di miglioramento, individualmente è forte ma deve fare meglio nelle letture di reparto. Il vero progresso, però, lo farà quando crescerà dal punto di vista della leadership. Sotto l’aspetto della personalità mi aspetto di più da lui”.

Un’analisi è stata dedicata anche a Giacomo Raspadori, tra i giocatori apparsi più in difficoltà in questo avvio di stagione. “Nei primi due mesi ha faticato a trovare una condizione fisica ottimale, ma ora è in crescita”, ha affermato il tecnico. “Nell’ultima partita, quando si è spostato in posizione più centrale, si è mosso bene. Non ha ancora inciso come potrebbe, ma ho avuto l’impressione di vedere un giocatore vivo e reattivo”.

Infine, l’allenatore ha offerto un ricordo commosso per la scomparsa di Sandro Mazzola. “Era uno dei miei idoli nelle figurine. Quando personaggi del genere se ne vanno, portano via un pezzo dei nostri ricordi, una fetta della nostra vita. È stato un piacere vederlo giocare, prima con l’Inter e poi con la maglia azzurra. Sono ricordi che rimangono, ma che svaniscono un po’ davanti ai nostri occhi”.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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