Bagnoli, i comitati bloccano i camion dei lavori dell’America’s Cup: dopo lo scontro sulla bonifica nasce l’Osservatorio Salute

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NAPOLI – I camion diretti alla colmata fermati dagli abitanti, lo striscione “Bagnoli non è in vendita”, le accuse sull’inquinamento dell’aria e del mare. Poi la risposta delle istituzioni, affidata a un confronto in Prefettura, alla conferma dei controlli ambientali e alla nascita di un Osservatorio Salute incaricato di incrociare i dati sull’ambiente con quelli relativi alle condizioni sanitarie della popolazione.

È una giornata cruciale nel confronto sul futuro di Bagnoli, mentre Napoli si prepara alle regate preliminari dell’America’s Cup e il quartiere continua a interrogarsi sulle conseguenze dei cantieri, dei dragaggi, del passaggio dei mezzi pesanti e dell’accelerazione impressa agli interventi.

Da una parte ci sono i movimenti che chiedono lo stop dei lavori e contestano il modello di trasformazione dell’area. Dall’altra le istituzioni assicurano che la bonifica viene sottoposta a controlli ambientali, antimafia e di sicurezza e aprono un nuovo fronte di sorveglianza epidemiologica. Sullo sfondo restano le domande sollevate negli ultimi mesi: cosa sta accadendo alla qualità dell’aria? Quali effetti producono i lavori sul mare? Dove vengono trasferiti i materiali estratti? E in che modo saranno impiegati i finanziamenti collegati alla bonifica e all’America’s Cup?

Bagnoli, gli abitanti bloccano i camion diretti alla colmata

La protesta è tornata questa mattina sulle strade del quartiere. Gli abitanti e gli attivisti della rete No America’s Cup hanno fermato i camion diretti alla colmata, mentre sul lungomare di Napoli entrava nel vivo la macchina organizzativa dell’evento velico.

“Bagnoli non è in vendita” è la scritta comparsa sullo striscione esposto dai manifestanti durante il blocco. I movimenti denunciano quello che definiscono un “disastro ambientale in atto”, richiamando la presenza di idrocarburi nelle acque, che attribuiscono alle operazioni di dragaggio, e una qualità dell’aria giudicata ormai insostenibile nel quartiere.

Le accuse riguardano anche il continuo passaggio dei mezzi pesanti, il danneggiamento delle strade e la possibile ostruzione delle vie di fuga in un territorio esposto alla crisi bradisismica dei Campi Flegrei.

Secondo la rete No America’s Cup, inoltre, i circa 200 milioni di euro indicati dai manifestanti come finanziamenti ottenuti per gli interventi collegati alla competizione non avrebbero una reale incidenza sulla bonifica. Una ricostruzione respinta dalla Struttura commissariale, secondo la quale le risorse sono destinate esclusivamente alle opere di risanamento ambientale di Bagnoli-Coroglio coerenti con le attività dell’America’s Cup.

I movimenti sostengono che la competizione velica abbia modificato le priorità per il quartiere e chiedono lo stop immediato dei lavori, la tutela dell’ecosistema marino, una spiaggia libera, il mare balneabile, nuove aree verdi, la messa in sicurezza sismica degli edifici e un sostegno più rapido agli sfollati di Bagnoli e Pozzuoli.

Il confronto in Prefettura dopo la protesta dei comitati

Le contestazioni sono arrivate sul tavolo convocato dal prefetto di Napoli Michele di Bari. Alla riunione sulla bonifica ambientale, sulla rigenerazione urbana di Bagnoli e sui lavori per l’America’s Cup hanno partecipato l’assessore comunale alla Legalità e alla Polizia urbana Antonio De Iesu, il dirigente amministrativo del Commissariato straordinario di Governo per Bagnoli-Coroglio e i delegati del movimento di protesta.

I rappresentanti degli abitanti hanno segnalato presunti superamenti dei limiti relativi alle polveri sottili e ad altre sostanze nocive, oltre a fenomeni di inquinamento marino che ritengono collegati ai lavori.

La Struttura commissariale ha risposto illustrando il sistema di controllo attivato per verificare l’impatto della bonifica sull’aria e sull’ambiente marino. Il monitoraggio viene affidato a un gruppo di lavoro formato da personale della Capitaneria di porto, dei Carabinieri forestali e dell’Arpac.

La Prefettura ha assicurato che il confronto non si esaurirà con la riunione di oggi. Saranno garantiti la continuità e il rafforzamento del tavolo prefettizio permanente, concepito come luogo di mediazione tra istituzioni, tecnici, associazioni e rappresentanti del territorio.

L’obiettivo dichiarato è seguire costantemente le dinamiche ambientali e le ricadute sociali degli interventi nell’area flegrea e nel resto della città.

I dati sulle polveri sottili già al centro del caso Bagnoli: i 52 sforamenti dei livelli di polveri sottili

Le preoccupazioni espresse dagli abitanti si inseriscono in un quadro già segnato dai dati sulle concentrazioni di PM10 rilevate nell’area.

I numeri Arpac finiti al centro del dibattito indicavano per la postazione di Città della Scienza 52 giornate con concentrazioni superiori ai 50 microgrammi per metro cubo, oltre il limite di 35 superamenti consentiti nell’arco dell’anno. Nel laboratorio installato nel Sin, in corrispondenza del Pontile Nord, erano state invece registrate 32 giornate oltre la soglia.

In almeno venti occasioni il superamento sarebbe stato rilevato contemporaneamente in entrambe le postazioni. Il limite annuale risultava già oltrepassato tra il 29 e il 30 giugno nella centralina di Città della Scienza.

Questi dati documentano un problema relativo alla qualità dell’aria. ma non consentono da soli di stabilire automaticamente quale sia la fonte di ogni singolo superamento. Proprio l’individuazione delle cause e l’eventuale collegamento con le diverse attività presenti nell’area rappresentano uno dei punti sui quali cittadini e comitati chiedono verifiche più approfondite e dati pubblici tempestivi. Serve chiarezza. La gente la chiede da tempo.

Dragaggi, idrocarburi e vasche: i nodi ancora aperti

L’altro fronte riguarda il mare e la gestione dei sedimenti. Nelle scorse settimane erano state segnalate chiazze, una patina oleosa e materiale descritto come morchia idrocarburica nelle acque interessate dai lavori. I comitati attribuiscono questi fenomeni alle operazioni di dragaggio. Le istituzioni richiamano il sistema di monitoraggio affidato agli organismi competenti.

Il tema è delicato. Le indagini condotte tra il 2010 e il 2011 nell’ambito del progetto Oceanus, con il coinvolgimento di Ispra e università, avevano evidenziato nei sedimenti del Sin Bagnoli-Coroglio la presenza di metalli pesanti e idrocarburi policiclici aromatici. E indicato un rischio ecotossicologico elevato e la necessità di modalità di intervento diverse dal dragaggio tradizionale.

Per il trattamento e la disidratazione dei materiali sono state realizzate otto vasche di de-watering, con una capacità indicativa di 2.500 metri cubi e cicli previsti tra dieci e quindici giorni. La Rete No Box ha però denunciato che, dopo l’interruzione del trasferimento via terra, le vasche si sarebbero progressivamente trasformate in depositi temporanei.

Il 9 giugno era partita via mare una prima spedizione di circa 7mila tonnellate di materiale, trasportato dalla nave Manisa verso il porto di Ghent. Una quantità ancora limitata rispetto alle circa 240mila tonnellate complessivamente previste. Le fotografie diffuse dai movimenti hanno inoltre mostrato cumuli nell’area del Pontile Sud, alimentando nuove richieste di chiarimento sulla destinazione, sui tempi di rimozione e sulla tracciabilità dei sedimenti.

Nasce l’Osservatorio Salute per Bagnoli e Fuorigrotta

Nella stessa giornata della protesta è stato firmato il protocollo che istituisce, in via sperimentale, l’Osservatorio Salute per l’Area di rilevante interesse nazionale Bagnoli-Coroglio e per la X Municipalità Bagnoli-Fuorigrotta.

L’accordo porta le firme del sindaco di Napoli e commissario straordinario per Bagnoli-Coroglio Gaetano Manfredi, dell’assessore comunale alla Salute e al Verde Vincenzo Santagada, del direttore generale dell’Asl Napoli 1 Centro Gaetano Gubitosa e del segretario provinciale generale della Federazione italiana medici di medicina generale Luigi Sparano.

L’Osservatorio dovrà realizzare un’analisi scientifica, costante e integrata dei dati ambientali e sanitari relativi alle persone che vivono nelle aree interessate dai lavori di risanamento e rigenerazione urbana.

Il punto centrale sarà l’incrocio tra i parametri ambientali e gli indicatori sanitari espressi dalla popolazione. La prima fase sarà dedicata soprattutto alla qualità dell’aria. Successivamente il monitoraggio dovrebbe essere esteso anche al suolo e all’acqua.

Sul versante sanitario, l’attenzione iniziale si concentrerà sugli effetti respiratori e cardio-respiratori acuti o subacuti e sugli indicatori clinici e assistenziali di breve e medio periodo.

I dati sanitari saranno messi a disposizione, in forma anonima e aggregata, dalla Fimmg e dall’Asl Napoli 1 Centro e verranno confrontati con quelli prodotti dai sistemi di monitoraggio ambientale dell’area. Il trattamento dovrà avvenire nel rispetto delle regole sulla protezione dei dati personali, senza la pubblicazione di informazioni che consentano di identificare i pazienti.

Comitato scientifico e tavolo aperto ai cittadini

La struttura dell’Osservatorio prevede un comitato di indirizzo istituzionale e un comitato tecnico-scientifico formato da esperti in materia sanitaria, epidemiologica, ambientale e statistica.

È prevista anche la costituzione di un tavolo permanente aperto ai comitati cittadini, alle associazioni, agli enti di ricerca e agli altri soggetti interessati. Uno spazio che, secondo l’intesa, dovrà garantire trasparenza e partecipazione pubblica.

Il protocollo avrà efficacia fino al 31 dicembre 2026 e non comporterà nuovi o maggiori oneri finanziari per gli enti firmatari. La durata limitata rende la prima fase una sperimentazione particolarmente breve: sarà quindi decisiva la velocità con cui verranno raccolti, elaborati e resi comprensibili i primi risultati.

Per i residenti il valore dell’Osservatorio dipenderà soprattutto dalla concreta accessibilità delle informazioni: frequenza degli aggiornamenti, localizzazione dei fenomeni, confronto con i periodi precedenti ai lavori e capacità di segnalare tempestivamente eventuali anomalie.

Controlli antimafia e sicurezza nei cantieri

Durante la riunione in Prefettura è stato affrontato anche il tema della legalità negli appalti. Il protocollo sottoscritto da Prefettura, Commissariato straordinario, Invitalia, Ispettorato dell’Area metropolitana di Napoli, Inps, Inail, Asl Napoli 1 Centro, Acen e organizzazioni sindacali prevede controlli antimafia sugli affidamenti e verifiche sulla sicurezza dei cantieri.

I manifestanti hanno inoltre chiesto una rendicontazione dettagliata delle somme impiegate per gli interventi connessi alla Coppa America. Il rappresentante della Struttura commissariale ha sostenuto che gli atti e le informazioni di interesse sono pubblicati sul sito istituzionale e che i finanziamenti sono destinati alle opere di risanamento ambientale coerenti con lo svolgimento dell’evento.

Sul bradisismo è intervenuto l’assessore Antonio De Iesu, ricordando il tavolo congiunto tenuto ad agosto in Prefettura e la proposta di emendamenti migliorativi al decreto legge numero 144 del 7 agosto, contenente ulteriori misure urgenti per affrontare l’evoluzione del fenomeno nei Campi Flegrei.

America’s Cup, Asia schiera 40 operatori e 350 contenitori

Mentre a Bagnoli prosegue la protesta, sul lungomare è già operativa la macchina dei servizi per le regate preliminari dell’America’s Cup.

Asia Napoli ha predisposto interventi di pulizia, raccolta e igienizzazione nelle strade vicine al Villaggio e alle aree che ospiteranno gli eventi. Saranno impiegati 40 operatori, affiancati dai mezzi per la raccolta dei rifiuti e lo spazzamento.

L’azienda comunale ha inoltre fornito all’organizzazione 250 bidoncini e 100 cassonetti. Gli addetti impegnati nelle aree dell’evento utilizzeranno una divisa speciale realizzata per l’appuntamento internazionale.

L’amministratore unico di Asia, Ciro Accetta, ha parlato di un’occasione per sperimentare una nuova organizzazione del servizio e prepararsi alle giornate dell’America’s Cup del prossimo anno. Anche l’assessore Santagada ha indicato l’evento come un’opportunità dalla quale potrebbero derivare effetti positivi per la città.

Alilauro cambia le rotte: viaggi più lunghi e possibili attese

Le regate produrranno conseguenze anche sui collegamenti marittimi. Dal 22 al 27 settembre Alilauro utilizzerà rotte alternative per rispettare le limitazioni agli specchi acquei stabilite dall’Autorità marittima.

La variazione comporterà un aumento delle miglia percorse e dei tempi di navigazione, con possibili attese in ingresso e in uscita dai porti. In caso di condizioni meteomarine sfavorevoli i ritardi potrebbero aumentare ulteriormente.

La compagnia consiglia quindi ai passeggeri di calcolare margini più ampi per le coincidenze con treni e aerei. Le informazioni saranno diffuse a bordo, nelle biglietterie, sui canali social e sul sito aziendale.

Alilauro ha sottolineato che le rotte più lunghe determineranno anche un incremento dei consumi di carburante, interamente a carico della società. I dati raccolti durante queste giornate saranno messi a disposizione delle istituzioni in vista dell’America’s Cup del 2027, quando le limitazioni nel Golfo dureranno per un periodo più lungo.

La sfida decisiva sarà la trasparenza dei dati

La nascita dell’Osservatorio Salute rappresenta la prima risposta strutturata alla richiesta di collegare ciò che viene rilevato nell’ambiente con quanto accade alla salute degli abitanti. Ma la firma del protocollo, da sola, non chiude il confronto.

Restano da chiarire la frequenza con cui saranno pubblicati i risultati, il livello di dettaglio territoriale, i criteri con cui verranno valutati gli effetti dei cantieri e la possibilità per cittadini ed esperti indipendenti di accedere ai dati.

La giornata di oggi consegna quindi due immagini opposte dello stesso territorio: i camion fermati dagli abitanti e le istituzioni che annunciano nuovi strumenti di controllo. Tra queste due posizioni si gioca la credibilità dell’intero progetto Bagnoli. A determinarla non saranno soltanto le rassicurazioni, ma la qualità, la completezza e la tempestività delle informazioni che verranno rese pubbliche.

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