MONDRAGONE – Da 21 anni e sei mesi a 14 anni e quattro mesi di reclusione. La Corte d’assise d’Appello ha ridotto di oltre sette anni la condanna inflitta ad Antonio Cennami per l’omicidio del fratello Luigi, ucciso con un colpo di pistola l’11 giugno 2024 all’esterno di un bar lungo la Domiziana.
I giudici hanno accolto la tesi sostenuta dagli avvocati Angelo Raucci e Antonio Miraglia, escludendo l’aggravante dei futili motivi. Una decisione che ha cambiato il peso della contestazione e consentito di riconoscere all’imputato la riduzione prevista dal rito abbreviato.
Era proprio su questo punto che si era giocata una delle principali battaglie della difesa. In primo grado i legali avevano chiesto l’esclusione dell’aggravante e l’accesso al rito alternativo. La Corte d’assise di Santa Maria Capua Vetere aveva però ritenuto sussistenti i futili motivi, disponendo il processo con rito ordinario. Al termine del dibattimento Cennami era stato condannato a 21 anni e sei mesi, con il riconoscimento delle attenuanti generiche.
Ora la Corte d’appello ha ribaltato quella valutazione: venuta meno l’aggravante, è stato calcolato anche lo sconto collegato al rito abbreviato, facendo scendere la pena a 14 anni e quattro mesi. Restano le responsabilità per l’omicidio e per i reati contestati in relazione al porto dell’arma in luogo pubblico e all’esplosione del colpo.
La tragedia maturò al culmine di un rapporto familiare ormai segnato dai contrasti. Secondo la ricostruzione emersa nel processo, i due fratelli avevano avuto un primo litigio nel centro di Mondragone. Il confronto sarebbe poi proseguito nel parcheggio di un bar a Pineta Prisconte.
Luigi, 50 anni, aveva con sé un machete. Antonio era invece armato con una pistola semiautomatica calibro 9 con matricola abrasa. Durante la lite partì un colpo dal basso verso l’alto che raggiunse Luigi al collo, uccidendolo.
Dopo la sparatoria Antonio si allontanò prima in scooter e poi a bordo della propria auto. I carabinieri del Reparto territoriale di Mondragone lo trovarono poco dopo in via Tiberio, ferito a un braccio e in stato confusionale. L’arma fu recuperata tra la vegetazione lungo la strada provinciale Falciano-Mondragone.
In primo grado era stato disposto anche il risarcimento dei danni, da quantificare in un giudizio separato, e il pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 30mila euro in favore delle parti civili. I familiari della vittima sono rappresentati dall’avvocato Lorenzo Montecuollo.









