Roberto Mancini ha dato il via a un nuovo ciclo sulla panchina dell’Italia, iniziando un percorso inedito con la UEFA Nations League. Prima della partita inaugurale contro il Belgio, disputata in uno Stadio Olimpico carico di memorie, il commissario tecnico ha condiviso le sue riflessioni, tracciando la rotta per il futuro della squadra azzurra. Un futuro che deve fare i conti con un passato recente fatto di ombre e di luci.
“Un po’ di nostalgia per quello che è stato qualche anno fa c’è”, ha ammesso Mancini, con il pensiero rivolto al trionfo europeo del 2021. Quella vittoria non è soltanto un ricordo felice, ma rappresenta il modello a cui ispirarsi per il presente. “È stato un momento fantastico, la squadra ha fatto qualcosa di straordinario”. Il successo è arrivato attraverso il bel gioco, un principio che il ct non ha alcuna intenzione di abbandonare.
La filosofia è chiara e non è cambiata: si può vincere proponendo un calcio di qualità. “Credo sia il pensiero di tutti gli allenatori. Ci siamo riusciti una volta e penso che potremo riuscirci ancora”, ha proseguito con convinzione. La strada è tracciata e, sebbene la ricostruzione possa richiedere pazienza, l’obiettivo è accelerare i tempi il più possibile. “Non so se ci vorrà un po’, ma ce la metteremo tutta per fare le cose velocemente, perché servono anche i risultati”.
Il percorso di rinascita passa inevitabilmente dalla metabolizzazione delle delusioni. Lo sport, ha ricordato il tecnico, è fatto anche di sconfitte dure, ma offre sempre una possibilità di riscatto. “Non bisogna dimenticare quello che è accaduto, qualcosa di sbagliato è stato fatto”. Il riferimento alla mancata qualificazione mondiale è implicito, un misto di sfortuna, come la sconfitta ai rigori, ed errori da non ripetere. Ora la priorità è un’altra: riconquistare l’affetto dei tifosi.
Per riavvicinare la gente alla Nazionale, esiste una sola via. “Tutti dobbiamo dimostrare ogni volta che andiamo in campo. La squadra deve fare una buona partita e, se possibile, far divertire”. È questo l’impegno che Mancini ha chiesto ai suoi giocatori: prestazioni convincenti e la capacità di emozionare di nuovo il pubblico italiano. Un processo che, come ha sottolineato, richiederà tempo ma che poggia sulla determinazione di tutto il gruppo.
In un momento di ricostruzione, l’attenzione del commissario tecnico è rivolta esclusivamente a ciò che accade sul terreno di gioco. Interrogato su un episodio extra-calcistico che ha coinvolto un giovane, Mancini è stato netto: “Io guardo quello che sta facendo in campo, ha iniziato molto bene”. Le sue valutazioni si basano sul merito sportivo, un segnale per tutti i giocatori che ambiscono a vestire la maglia azzurra. “Il resto sono cose che possono capitare, la prossima volta starà più attento”.




