Caso FIGC, i pareri legali non indicano il commissario

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Cronache sport calcio
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Sono stati depositati i pareri legali richiesti dalla Giunta CONI sul caso che coinvolge Giovanni Malagò e la sua passata candidatura alla presidenza FIGC. I quattro giuristi consultati hanno confermato l’irregolarità relativa al mancato tesseramento, ma hanno lasciato piena discrezionalità alla Giunta stessa nel valutare se la violazione sia “grave”, presupposto necessario per il commissariamento della Federcalcio.

Gli esperti — Franco Gaetano Scoca, Luigi Medugno, Massimo Coccia e Alberto Angeletti — hanno quindi accertato la tesi del Procuratore generale dello Sport, Ugo Taucer. Il tesseramento rappresentava un requisito essenziale per la candidatura e Malagò non ne era in possesso. La Giunta, nella sua prossima riunione, non dovrà quindi decidere sull’esistenza della violazione, ormai assodata, ma sulla sua entità.

Lo Statuto del CONI prevede il commissariamento solo in caso di “gravi violazioni dell’ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi”. La domanda cruciale è se il mancato tesseramento possa essere considerato tale. Su questo punto, nessuno dei quattro giuristi ha espresso un giudizio definitivo, né ha indicato il commissariamento come un “atto dovuto” in conseguenza dell’irregolarità accertata.

Al contrario, i pareri hanno messo in luce l’ampio margine di discrezionalità della Giunta. Il giurista Luigi Medugno ha parlato di “valutazioni doverose” ma “connotate da margini di discrezionalità deliberativa quanto alla ponderazione della gravità delle infrazioni”. Questa precisazione è fondamentale, perché stabilisce formalmente che la Giunta potrà decidere liberamente, senza il timore di conseguenze per i suoi membri. Se la violazione fosse stata di gravità inequivocabile, gli esperti lo avrebbero indicato senza lasciare margini interpretativi.

La decisione spetta dunque alla Giunta Nazionale del CONI, che a breve riceverà anche i pareri dei cinque giuristi interpellati direttamente dalla FIGC. Le scelte che la Giunta dovrà compiere saranno di “natura strettamente tecnico-giuridica” e avranno l’obiettivo di valutare se nella vicenda siano ravvisabili “omissioni o negligenze” oppure comportamenti che raggiungono la soglia di una grave violazione dello Statuto.

Alcuni pareri hanno inoltre toccato aspetti procedurali, come la mancata impugnazione della candidatura nei termini previsti dallo Statuto. Il giurista Angeletti ha evidenziato la mancanza di notizie su eventuali ricorsi. Medugno è stato più incisivo, sottolineando come precedenti appelli, pur inammissibili, avessero segnalato il vizio e come la Procura Federale avesse omesso di assumere iniziative. Va però ricordato che la stessa Procura Federale aveva richiesto per due volte l’archiviazione, non ravvisando una violazione. Il termine “commissariamento” compare una sola volta nei documenti, in forma ipotetica e senza indicazioni operative su come procedere.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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