Lorenzo Paratici ha iniziato la sua seconda avventura con la maglia della Roma. Dopo una stagione positiva in prestito con i giallorossi, il club capitolino ha scelto di puntare nuovamente su di lui, prelevandolo dalla Sampdoria con la formula del prestito con diritto di riscatto.
La scelta della dirigenza è stata subito ripagata in Youth League. Nella partita d’esordio contro il Fenerbahce, il giovane attaccante si è rivelato l’assoluto protagonista della rimonta che ha portato la squadra alla vittoria, mentre in campionato attende ancora la sua prima gioia stagionale.
Al termine della scorsa annata, l’attaccante classe 2008 aveva fatto ritorno alla Sampdoria, società che ne detiene il cartellino. Il club ligure gli ha fatto firmare il suo primo contratto da professionista con scadenza al 30 giugno 2028. La Roma, però, non ha mai smesso di seguirlo e ha lavorato per riportarlo nella Capitale, assicurandosi un’opzione per l’acquisto definitivo.
Nella stagione precedente, Paratici aveva già dimostrato il suo valore. Appena arrivato, si mise in luce in un’amichevole contro il Roma City firmando una tripletta. Successivamente ha collezionato 13 presenze e un goal con la formazione Primavera e ha dominato nel campionato Under 18, dove ha realizzato 12 reti in 13 partite, trascinando i compagni fino alla semifinale scudetto.
Paratici è un centravanti moderno e atipico. Possiede una grande capacità di muoversi su tutto il fronte offensivo, senza però perdere il fiuto per il goal, caratteristica già mostrata con la Primavera della Sampdoria, dove, pur essendo sotto età, ha chiuso con 7 reti in 18 apparizioni.
In Europa ha subito lasciato il segno. Contro il Fenerbahce, con la squadra sotto di due goal, ha dato il via alla rimonta segnando la rete che ha riaperto l’incontro. In seguito ha incantato con giocate e dribbling decisivi, ispirando i compagni nel 4-2 finale.
Nella Capitale avrà l’opportunità di osservare da vicino un suo idolo, Paulo Dybala. Un legame speciale unisce i due: quando l’argentino arrivò alla Juventus, fu proprio il piccolo Lorenzo, allora di 7 anni, ad accoglierlo in aeroporto insieme al padre Fabio. Ora, a distanza di anni, i due si ritrovano a vestire la stessa maglia.
Le sue prestazioni non stanno passando inosservate. La dirigenza e lo staff tecnico sono molto attenti alla crescita dei giovani e non è escluso che, nel corso della stagione, il tecnico della prima squadra possa premiarlo con qualche convocazione.




