Christophe Dugarry ha lanciato un durissimo attacco contro la Federazione calcistica argentina, esprimendo il suo sdegno per l’organizzazione di una recente partita amichevole. L’ex campione del mondo, intervenuto durante la trasmissione “Rothen s’enflamme” su RMC, non ha usato mezzi termini per commentare la sfida tra l’Albiceleste e il Benin.
“Credo sia il match della vergogna”, ha esordito Dugarry, puntando il dito contro una scelta che, a suo dire, manca di qualsiasi logica sportiva e rispetto. “Ci guadagnano tutti, tranne il calcio. Organizzare partite del genere è una forzatura, una pura operazione commerciale”. L’ex attaccante ha poi messo in discussione la qualità degli avversari selezionati dalla nazionale sudamericana. “Stiamo parlando dell’Argentina: l’altra volta il Burkina Faso, ora il Benin. Possibile che non ci fossero avversari migliori?”.
L’analisi si è fatta ancora più tagliente, ipotizzando un trattamento umiliante riservato alle selezioni del continente africano. “A me sembra che il pensiero alla base sia chiaro: ‘non ce ne frega niente, non li pagheremo, li faremo viaggiare nelle stive'”, ha affermato, usando una metafora potente per descrivere la presunta mancanza di considerazione. Ha poi aggiunto: “Non c’è nemmeno il dubbio che qualcuno ci stia lucrando sopra. Tutti ci stanno guadagnando, ma non c’è alcun rispetto per i giocatori”.
L’ex attaccante ha infine allargato il campo della sua critica, ricollegando l’episodio a precedenti controversie che hanno coinvolto la nazionale argentina. “Non voglio dimenticare le dichiarazioni e i cori dei loro giocatori dopo la vittoria della Coppa America 2024”, ha dichiarato, riferendosi agli episodi controversi seguiti alla finale. Ha ricordato “il modo in cui se la sono presa con i nostri giocatori di colore”, sottolineando un comportamento che ha giudicato inaccettabile e offensivo. La sua critica si è estesa anche alla reazione della squadra e della federazione di fronte a tali eventi. “Non dimentichiamo nemmeno il loro atteggiamento di fronte alle accuse di razzismo”, ha concluso, dipingendo un quadro di recidività e di preoccupante mancanza di sensibilità su temi fondamentali.








