Hernan Crespo, attuale allenatore dell’Atlas di Guadalajara in Messico e indimenticato ex di entrambe le squadre, ha concesso un’intervista a La Gazzetta dello Sport per parlare della prossima sfida di San Siro. L’ex attaccante ha analizzato il match con il cuore in mano, svelando la sua preferenza.
“Il Parma è la squadra che mi ha acquistato dal River Plate nell’estate del 1996 e con la quale sono diventato famoso. L’Inter è il club dove ho giocato nei primi anni Duemila e mi sono trovato benissimo”, ha spiegato l’argentino. Per lui, quindi, si tratterà di una vera e propria “partita del cuore”, un incrocio di emozioni e ricordi indelebili.
Nonostante il forte legame con entrambi i club, la sua scelta è netta. “Sinceramente io tifo per il Parma. Gli interisti mi perdoneranno, ma è una questione d’amore. Dopo Buenos Aires, Parma è la città che sento più mia”. Ha poi aggiunto: “Lì sono cresciuto e sono diventato uomo, lì sono nate le mie figlie, lì ho messo su casa”. Il suo rapporto con la città ducale va oltre il campo, avendo ricoperto anche ruoli dirigenziali. “Ho giocato, ho allenato e ho fatto pure il dirigente: per un breve periodo sono stato nominato vicepresidente. Come faccio a non tifare per loro?”.
Sul piano tecnico, l’analisi è lucida e riconosce la forza degli avversari. “I nerazzurri sono superiori, su questo non c’è alcun dubbio, però nel calcio non vincono sempre i più bravi. Succedono tante cose in campo e ci possono essere tante sorprese”. Ha inoltre espresso curiosità per un nuovo innesto della squadra emiliana: “Sono curioso di vedere Romero, il nuovo centravanti. Alcuni amici me ne hanno parlato bene, chissà che lui non possa fare lo scherzetto”.
L’intervista è stata anche l’occasione per un tuffo nel passato, ricordando il suo esordio a San Siro a 21 anni, da poco arrivato in Italia. “Ricevevo anche qualche critica, ma Ancelotti ogni giorno mi diceva di tapparmi le orecchie e tirare dritto per la mia strada”. Le parole del tecnico furono decisive: “‘Il posto da titolare è tuo’, mi ripeteva. ‘Più ti fischiano e più io ti faccio giocare'”.
Quel sostegno si è tradotto in una prestazione memorabile. “Dopo un solo minuto Zé Maria scese sulla destra, crossò in mezzo all’area, io mi avvitai e segnai in semirovesciata. Un goal stupendo, la mia prima rete in Italia. Indimenticabile”. Nonostante la prodezza, la partita si è conclusa con una sconfitta per 3-1, con doppietta di Zamorano e rete di Javier Zanetti. “E Ancelotti, come capita sempre, venne processato. La sua panchina traballò parecchio, fino a che non ci svegliammo e facemmo una super rimonta nel girone di ritorno, arrivando secondi a soli due punti dalla Juventus di Lippi”.










